Al via la Tobin tax italiana, consigli per trader e investitori

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Gli impatti maggiori saranno su chi punta a cogliere movimenti che durano qualche giorno o settimana. Viceversa avrà impatto zero sui trader molto attivi ed evoluti.

di Redazione28 febbraio 2013 | 11:04

SCATTA LA TOBIN – Dal primo marzo gli investitori che scelgono di acquistare azioni italiane con una capitalizzazione superiore ai 500 milioni di euro sono tenuti a versare per tutto il 2013 un’imposta dello 0,12% (nel 2014 l’aliquota si abbasserà allo 0,10%) del controvalore scambiato, se opteranno per un’operatività overnight. Il nuovo balzello, per la prima volta in Europa, colpisce anche le operazioni sui derivati, ma a partire dal primo luglio. Diversamente dalla Tobin sulle azioni (in cui paga solo il compratore), entrambe le controparti della negoziazione sono tenute a pagare l’imposta, ed è irrilevante se le operazioni sono intraday oppure multiday. La base imponibile è costituita dal valore nozionale del contratto, mentre le aliquote variano in funzione dello strumento tradato (futures, cfd, opzioni, eccetera).

LA LISTA DEGLI ESENTI – Gli strumenti finanziari affrancati dalla Tobin tax sono di fatto la maggior parte: le azioni estere (ad eccezione di quelle francesi che capitalizzano oltre un miliardo di euro), le obbligazioni, il forex, gli etf e le azioni italiane con capitalizzazione inferiore a 500 milioni ovvero il 70% delle società quotate sull’Mta. Il Tesoro ha pubblicato la lista ufficiale, da cui risulta che solo 76 azioni saranno quelle colpite dall’imposta.

L’IMPATTO SUGLI INVESTITORI – In sostanza, gli impatti maggiori della Tobin tax ricadranno sui trader e sugli investitori che amano lavorare sulle blue chip con strategie di swing trading che puntano a cogliere movimenti che durano qualche giorno o settimana. Per costoro l’operatività sarà particolarmente onerosa tanto da ritenere indispensabile la modifica delle proprie strategie. Basti pensare che l’investitore che esegue in media una sola operazione multiday al giorno (264 all’anno) con un controvalore di 10mila euro dovrà pagare ben 3.168 euro di tassa.

IL SIMULATORE – Utilizzando il simulatore del sito http://www.tobin-tax.it/ si scopre che, aggiungendo il costo delle commissioni bancarie, il capital gain e i bolli, l’operatore dovrebbe realizzare un profitto stratosferico solo per coprire i costi. In questo caso, la tassa diventa insostenibile in quanto è basata non sugli utili del trader ma sul “fatturato” poiché, paradossalmente, andrà pagata anche su operazioni chiuse in perdita.

TRADER ATTIVI – Viceversa avrà impatto zero sui trader molto attivi ed evoluti (che probabilmente erano l’obiettivo del legislatore), che invece lavorando nell’intraday o su azioni o derivati esteri saranno totalmente esentati dal pagamento.

I DERIVATI – Per quanto concerne la Tobin tax sui derivati, l’effetto è meno devastante, in quanto l’imposta non è calcolata in percentuale ma segue delle tariffe indicate nella tabella fornita dal ministero. Se per esempio si acquistasse un contratto sul Ftse Mib Future ai prezzi attuali, si pagherà una tassa di soli 30 centesimi (0,15 euro in entrata e 0,15 euro in uscita). Più onerosa sarà l’imposta sui derivati quotati su mercati non regolamentati e potrebbe penalizzare, per esempio, i cfd che avranno come sottostante un titolo o un indice italiano.

LA TASSA IN EUROPA – Mentre in Italia e in Francia la Tobin tax è già operativa, a livello europeo la Commissione Ue ha elaborato una proposta di direttiva per l’introduzione della tassa negli 11 Paesi europei favorevoli. Si pagherà sia su azioni che su obbligazioni (da notare che in Italia sulle obbligazioni è stata esentata), con un aliquota pari allo 0,10%, mentre per i derivati sarà dello 0,01%. Inoltre l’esborso avverrà, oltre che sul principio di residenza, anche su quello di emissione e cioè saranno tassate non soltanto le persone residenti negli Stati aderenti ma anche coloro che pur appartenendo a un Paese free Tobin hanno scambiato titoli emessi dagli 11 Paesi Ue pro Tobin. Tuttavia, i tempi di applicazioni della tassa europea sembrano lunghi: l’obiettivo sarebbe partire il primo gennaio 2014 in tutti i Paesi che hanno deciso di istituirla, ma la strada sembra ancora lunga.

www.tobin-tax.it

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