Banche a passo di corsa in borsa, per Credit Suisse è un “happy ending”

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Luca Spoldi di Luca Spoldi26 giugno 2017 | 10:41

CREDIT SUISSE: LIETO FINE PER LE BANCHE ITALIANE – Un’operazione buona per Intesa Sanpaolo, che oggi sale con decisione a Piazza Affari, e un “happy ending” per le banche italiane. Questo il commento a caldo degli analisti di Credit Suisse alla decisione di varare un “salvataggio” di Bpvi e Veneto Banca che potrebbe costare fino a 17 miliardi di euro ai contribuenti italiani. Per mesi il governo, ricordano gli esperti, ha provato a salvare le due ex popolari venete, ma gli sforzi sono cessati il 23 giugno quando la Bce ha decretato che le due banche erano “fallite o prossime al fallimento” e pertanto la procedura di ricapitalizzazione precauzionale non poteva essere concessa e le due banche dovevano essere sottoposte a procedure di liquidazione in base alla normativa italiana.

OPERAZIONE NEUTRA PER L’ISTITUTO DI CARLO MESSINA – Con Intesa Sanpaolo che ha accettato di acquistare al costo simbolico di un euro “certi asset” sani dei due istituti a fronte di 4,785 miliardi di euro di contributi versati dal governo italiano per evitare che l’operazione avesse un impatto sui coefficienti patrimoniali della banca o rendesse necessario un aumento di capitale (come fatto da Banco Santander per rilevare il Banco Popular Espanol, ndr), lo stato (che rimborserà all’80% del valore 200 milioni di bond subordinati collocati a risparmiatori retail, mentre Intesa Sanpaolo contribuirà per ulteriori 60 milioni) si accollerà un ulteriore rischio di perdite fino a 12 miliardi di euro, ma potrà cercare di recuperare parte della cifra tramite la gestione degli asset conferiti alla bad bank (Npl e crediti in bonis ad elevato rischio) come già accaduto anni fa col salvataggio del Banco di Napoli (ceduto all’Istituto San Paolo di Torino, poi confluito nella stessa Intesa Sanpaolo, ndr).

OUTPERFORM, TARGET A 2,9 EURO, LA BORSA FESTEGGIA – Morale della favola: per gli analisti svizzeri il titolo Intesa Sanpaolo merita un rating di “outperform” (farà meglio del mercato) e un target price di 2,9 euro, mentre per il settore bancario italiano nel suo complesso dovrebbe essere stato rimosso il “rischio sistemico” connesso a questa vicenda. Un lieto fine che per il titolo della banca guidata da Carlo Messina significa un rialzo del 3,2% a Piazza Affari, dove stamane l’azione sala a 2,7 euro dopo che sono passati di mano circa 66 milioni di pezzi, col Ftse Mib che tira a sua volta un sospiro di sollievo guadagnando l’1,09% con altri titoli bancari come Banco Bpm (+2,52%), Bper Banca (+2,77%), Mediobanca (+2,54%), Ubi Banca (+3,46%) e Unicredit (+2,73%) che ringraziano la generosità dello stato italiano e delle istituzioni europee.


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