Mps: 5.500 esuberi e 600 filiali da chiudere

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Luca Spoldi di Luca Spoldi5 luglio 2017 | 09:33

MPS, 4 ANNI PER RISTRUTTURARSI – Il piano di ristrutturazione 2017-2020 di Mps, elaborato per ottenere il via libera alla ricapitalizzazione precauzionale dell’istituto senese, prevede 5.500 esuberi (di cui 4.800 gestiti tramite il ricorso al fondo di solidarietà, 450 uscite legate alla cessione o chiusura di attività, 750 uscite derivanti dal turnover fisiologico e 500 nuove assunzioni) e 600 filiali da chiudere (delle 2000 attuali) entro inizio 2021, oltre ad un aumento di capitale da 8,1 miliardi, di cui 3,9 miliardi sottoscritti dal Tesoro e 4,3 miliardi legati al “burden sharing” che graverà su azionisti e obbligazionisti jnior. Se tutto avrà successo, al 2021 l’utile netto dovrebbe risultare superiore agli 1,2 miliardi di euro, a fronte di un Roe pari al 10,7%.

NPL, I DETTAGLI DELLA CARTOLARIZZAZIONE – Quanto alla cessione al fondo Atlante 2 delle tranche junior e mezzanine delle sofferenze, al 20,5% del loro valore lordo di libro, essa si inserirà in un’operazione di cartolarizzazione di 26,1 miliardi lordi di Npl (a bilancio a 9,4 miliardi netti) da cui si prevede di ricavare 5,5 miliardi, cui si aggiungerà la cessione di un ulteriore portafoglio di 2,5 miliardi di crediti “unsecured” che verrà gestita attraverso procedure dedicate. La cartolarizzazione prevede che entro fine anno le sofferenze siano trasferite a una società veicolo che emetterà bond “Senior A1” per 3,256 miliardi di euro (pari al 12,5% del valore contabile), “Senior A2” per 500 milioni di euro (1,9%), “Mezzanine” per 1,029 miliardi (4,0%) e “Junior” per 686 milioni (2,6%). Il 95% dei titoli mezzanine sarà ceduto ad Atlante 2. Entro il giugno 2018, una volta ottenute le garanzie di Stato (Gacs), verranno collocati sul mercato i titoli Senior e verrà ceduto ad Atlante 2 (che così esaurirà la sua liquidità, ndr) il 95% dei titoli junior.

SI RINNOVA IL MODELLO DI BUSINESS – Il tutto dovrebbe consentire di far risalire il coefficiente Cet1 al 14% entro il 2021, riallineando il costo del funding nell’arco di piano sui parametri medi di mercato. Il piano prevede anche la valorizzazione della clientela retail e small business grazie ad un nuovo modello di business semplificato e altamente digitalizzato. Il modello operativo sarà rinnovato con un focus continuo sull’efficienza per riuscire ad ottenere un rapporto cost/income inferiore al 51% entro il 2021. Prevista anche una gestione del rischio di credito migliore grazie a una nuova struttura organizzativa del Chief lending officer (Clo), al cui interno sarà anche creata una business unit dedicata alla gestione del portafoglio di crediti deteriorati e che porterà un costo del rischio inferiore a 60 punti base e un Npe ratio lordo inferiore al 13% a fine piano.

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