La crisi degli emergenti rilancia il dollaro

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Anche l’Argentina come la Turchia e il Sud Africa alza i tassi per difendere i cambi contro dollaro. Ma il biglietto verde ha dalla sua una ripresa solida. Che farà la Bce?

Luca Spoldi di Luca Spoldi31 gennaio 2014 | 09:02

ANCHE L’ARGENTINA ALZA I TASSI – Le tensioni sui mercati emergenti non si placano, specie sui mercati valutari, dopo che la Banca centrale argentina che decide di seguire l’esempio di quella turca e quella sud africana ed alza i tassi ufficiali di 5 punti percentuali, al 26%, nel tentativo di arrestare il crollo del cambio del peso contro un dollaro che sta registrando il miglior gennaio dal 2010, col rand africano avviato a chiudere il mese di gennaio con un calo del 6,4% contro il biglietto vede, mentre la lira turca oscilla a -5,2% e il peso argentino stenta a riprendersi da un crollo del 19%.

DOLLARO SEMPRE PIU’ FORTE, CHE FARA’ LA BCE? – La divisa Usa potrebbe secondo gli analisti recuperare ulteriore terreno a inizio febbraio contro le principali valute mondiali, dallo yen all’euro, dato che può contare su un flusso di robusti dati macroeconomici. In particolare la prossima settimana non sarebbero da escludere ulteriori vendite dell’euro (che sta chiudendo il peggior mese da marzo, in perdita contro dollaro per la prima volta dallo scorso agosto) in attesa della riunione della Bce del prossimo 6 febbraio quando Mario Draghi per cercare di ravvivare una ripresa ancora troppo a “macchia di leopardo” e che appare fin troppo fragile soprattutto nella periferia Sud dell’Eurozona potrebbe per qualche analista limare di un ulteriore quarto di punto i tassi ufficiali.

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