Ci sono sempre più milionari in tutto il mondo

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Luca Spoldi di Luca Spoldi11 luglio 2017 | 11:44

CONTINUA A CRESCERE LA RICCHEZZA PRIVATA – La ricchezza finanziaria privata continua a crescere in tutto il mondo, secondo quanto emerge dal report di The Boston Consulting Group (Bcg) “Global Wealth 2017 Transforming the Client Experience”, giunto ormai alla 17esima edizione. A livello globale la corsa di Wall Street e degli altri principali mercati finanziari ha portato il valore totale di azioni, obbligazioni e depositi bancari alla cifra di 166.500 miliardi di dollari. Rispetto al 2015 si tratta di un incremento del 5,3%, superiore al +4,4% già registrato lo scorso anno. Di questo passo, nel 2021 si dovrebbe toccare la quota di 223.100 miliardi di dollari, con una crescita media annua del 6%, derivante in parti uguali dalla creazione di nuova ricchezza e dalla valorizzazione degli asset esistenti.

ASIA PACIFICO CRESCE PIU’ IN FRETTA DI TUTTI – L’Asia-Pacifico si conferma anche quest’anno contraddistinta dallo sviluppo più rapido della ricchezza: l’incremento è stato del 9,5%, meno di quello medio 2011-2015 (+12%) ma tale da prospettare a breve il sorpasso ai danni dell’Europa occidentale come secondo mercato più ricco. L’area con Stati Uniti, Canada e Messico ha segnato un incremento del 4,5%, superiore a quello dell’Europa occidentale (+3,2%). Per entrambe le regioni, così come per America Latina e Medio Oriente e Africa, l’andamento nel 2016 è stato migliore rispetto all’anno precedente. A livello globale il numero di famiglie milionarie è cresciuto in un anno del 7%, arrivando a quota circa 18 milioni. Si tratta dell’1% delle famiglie, che detengono il 45% della ricchezza.

IN ITALIA 307 MILA FAMIGLIE MILIONARIE – L’Italia da parte sua registra 307mila famiglie milionarie, pari all’1,2% del totale, che possiedono il 20,9% della ricchezza finanziaria italiana. Nel 2021 saranno 433mila, l’1,6% del totale e con uno stock pari al 23,9%. Nei prossimi 5 anni Bcg si aspetta che la ricchezza riprenda a crescere, superando i 5 trilioni di dollari rispetto ai 4,5 trilioni odierni, grazie ai segmenti che hanno più di un milione di ricchezza e che cresceranno a tassi del 5%/6%. Il portafoglio delle famiglie si continuerà a ribilanciare verso il mondo azionario a scapito di obbligazioni, liquidità e depositi per raggiungere un’allocazione più efficiente.

SEMPRE PIU’ ATTENTI AL DIGITALE – Dal report di Bcg emerge anche come negli ultimi anni, per contrastare una costante riduzione dei ricavi e salvaguardare la profittabilità, i wealth manager si siano concentrati sulla riduzione dei costi. In questo ultimo anno si è però notato un cambiamento significativo, invece di sfruttare la riduzione dei costi come soluzione a breve termine, alcuni wealth manager hanno spostato la loro attenzione sul lungo termine, iniziando a utilizzare questi fondi per investire nel modello di business del futuro, un modello digitalizzato e verticalmente disintegrato. Un nuovo approccio al digitale è il fattore chiave per avviare questo cambiamento e posizionarsi davanti ai concorrenti a lungo termine. Alla base di questo, la ridefinizione dei “client journey” (percorsi per i clienti), che permetteranno di focalizzare l’attenzione sui momenti chiave per il cliente ed allineare tutte le capacità e i processi per poter offrire i servizi giusti al momento giusto.

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