Neuberger Berman: la Fed non porterà via la coppa del punch dal tavolo

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Luca Spoldi di Luca Spoldi18 luglio 2017 | 11:36

LA FED NON MUTERA’ DI COLPO POLITICA MONETARIA – Secondo Neuberger Berman la Federal Reserve non alzerà i tassi in modo così deciso e rapido come ipotizzato da alcuni membri del Fomc che hanno già segnalato l’opportunità di alzare i tassi sul dollaro al 2,25% o oltre l’anno prossimo. La “coppa del punch” verrà lasciata in tavola, sotto forma di un incremento lento e graduale dei tassi, anche se il punch dentro la coppa, cioè l’insieme di condizioni monetarie accomodanti che hanno permesso all’economia di continuare a girare e che hanno sostenuto i prezzi degli strumenti finanziari, verrà diluito, in modo lento e impercettibile.

NEUBERGER BERMAN: OCCHIO ALLA CURVA DEI TASSI – Fuor di metafora, gli esperti ricordano che per capire come si muoverà la Federal Reserve occorre tenere d’occhio la curva dei rendimenti: in generale, infatti, il livello medio dei rendimenti a 10 anni nei 12 mesi circa precedenti la fine di un ciclo economico preannuncia il livello al quale finiranno i tassi a breve, ossia il tratto a lungo termine della curva dei tassi anticipa la svolta del ciclo e l’avvio della politica restrittiva, dato che a quel punto i tassi a breve vengono spinti oltre il cosiddetto livello “neutrale”, con l’effetto di far rallentare la crescita e l’inflazione e innescare così una svolta del ciclo.

YELLEN HA MISURATO LE PAROLE – Una curva dei rendimenti “invertita” (tassi a breve più elevati dei tassi a lunga, ndr) è un indicatore piuttosto affidabile dell’imminente conclusione di una fase di espansione congiunturale, tuttavia siccome gli operatori sanno cosa significhi, tendono a prendere decisioni più caute e diventano quindi meno propensi ad effettuare grandi investimenti o ad assumere personale, facendo sì che tale indicatore sia in parte la concausa dell’inversione ciclica. Nel suo ultimo discorso Janet Yellen ha ribadito che la Federal Reserve continuerà a concentrarsi sulla normalizzazione della politica monetaria anziché sulle oscillazioni di breve termine dei dati economici e che potrebbero volerci diversi anni per completare il processo di normalizzazione.

QUESTO CICLO SARA’ PIU’ LUNGO DEL SOLITO – La Fed, inoltre, non deve necessariamente alzare i tassi per attuare una politica monetaria più restrittiva. Forte di un bilancio di diverse migliaia di miliardi di dollari, può ottenere un risultato analogo, se non addirittura migliore, semplicemente ponendo fine agli acquisti di attività. Così col progressivo ritiro dell’allentamento quantitativo, a partire da fine anno, la curva dei rendimenti non potrà che aumentare, per cui secondo gli esperti di Neuberger Berman “nel breve termine la Fed non avvierà contemporaneamente una serie di rialzi dei tassi e un’aggressiva riduzione del proprio bilancio”. “La speranza è che questo ciclo insolitamente lungo si concluda per tutti in un’atmosfera di festa, anche se inaspettatamente sobria, e senza scenate o postumi della sbornia”, concludono gli esperti.

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