Argentina, è ancora stallo sui bond in default

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Buenos Aires rischia un nuovo default se non potrà pagare gli interessi sui propri bond. Per farlo deve prima trovare l’intesa coi fondi Usa che non aderirono alla ristrutturazione

Luca Spoldi di Luca Spoldi30 giugno 2014 | 15:18

L’ARGENTINA CERCA DI EVITARE IL DEFAULT BIS – L’Argentina continua a cercare di evitare una nuova dichiarazione di default, 13 anni dopo il più clamoroso “crack” della storia finanziaria mondiale. Il paese latino americano si è visto concedere 30 giorni di periodo “di grazia” dopo aver mancato il pagamento di 539 milioni di dollari di debito con un gruppo di possessori di bond in default guidati da Nml Capital dell’investitore miliardario americano Paul Singer. Per quanto sia il governo di Buenos Aires sia i fondi “avvoltoi” Usa che una sentenza Griesa, della corte federale di Manhattan, ha bloccato ogni pagamento sino a che non si fosse raggiunto un accordo con i detentori dei bond in default che non avevano accettato le due ristrutturazioni del 2005 e del 2010.

INTESA DA TROVARE ENTRO FINE LUGLIO – L’Argentina da parte sua ribadisce di aver rispettato ogni impegno avendo già inviato a Bank of New York Mellon i capitali necessari a pagare gli interessi sui bond (bloccati poi dal giudice di New York) mentre i detentori di bond in euro chiedono al tribunale di New York di poter ricevere regolarmente il pagamento spettantegli non essendo tali bond sottoposti alla giurisdizione Usa. Tra appelli e trattative il momento della verità dovrebbe slittare a fine luglio salvo che l’Argentina non si appelli ulteriormente alla Corte internazionalie di giustizia dell’Aia.

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