Paradisi fiscali, anche il Liechtenstein si arrende

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Il Principato si prepara allo scambio automatico di informazioni fiscali. Da febbraio le banche monitoreranno di più i clienti.

Andrea Giacobino di Andrea Giacobino30 gennaio 2015 | 07:00

C’È ANCHE IL LIECHTENSTEIN – Un altro paradiso fiscale si adegua ai nuovi standard internazionali di trasparenza. Anche le banche del Liechtenstein, infatti, si preparano allo scambio automatico di informazioni fiscali. Secondo quanto rende noto l’Associazione bancaria del principato, gli istituti hanno ricevuto le nuove direttive che entreranno in vigore da febbraio e che dovranno essere applicate entro aprile. In particolare, le banche dovranno controllare più scrupolosamente la conformità fiscale dei loro clienti ed eventualmente aiutarli a mettersi in regola entro breve termine.

APPLICAZIONE DELL’ACCORDO FATCA
– Il parlamento di Vaduz aveva approvato lo scorso 4 dicembre, a larga maggioranza, una legge sull’applicazione dell’accordo Fatca (Foreign Account Tax Compliance Act) con gli Stati Uniti, che in pratica prevede uno scambio automatico delle informazioni in materia fiscale. L’Italia ha recentemente raggiunto con la Svizzera un accordo sullo scambio automatico di informazioni fiscali (vedi notizia), che di fatto spinge la “voluntary disclosure” entrata in vigore lo scorso 1 gennaio.

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