Fondi, addio alle 3 regine

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Rivoluzione americana: i gestori non dovranno più affidarsi ai tre big del rating. La Sec cambia le regole degli asset manager

Andrea Giacobino di Andrea Giacobino12 ottobre 2015 | 06:00

NUOVE REGOLE – 415 pagine firmate dalla Security and Exhange Commission per iniziare la rivoluzione delle regole con cui operano i gestori di fondi comuni americani. Qualche giorno fa l’authority presieduta da Mary Jo White ha pubblicato un documento normativo (sfoglia sotto l’intero documento) che investe le modalità di azione di un’industria che negli Stati Uniti vale 60 trilioni di dollari.

I PUNTI CARDINE DELLA RIFORMA – Quali sono i punti cardine della riforma? Molti, ma fra i tanti la necessità che le case di gestione si dotino di programmi per classificare i rischi di liquidità per ognuna delle loro posizioni di trading e questa disposizione riguarderà anche gli emittenti di etf. La riforma della Sec secondo alcuni analisti comporterà un aggravio di costi per le case di gestione che potrebbero essere sottoposte a veri e propri “stress test” come già avviene per le banche. Fra le disposizioni, inoltre, quella che i fondi debbano investire una minima percentuale dei loro attivi netti in posizioni liquidabili entro i seguenti 3 giorni lavorativi.

ADDIO ALLE ‘TRE REGINE’ – Infine, tra i tanti, un punto interessante: i gestori di fondi monetari non saranno più obbligati ad affidarsi ai rating delle tre “regine” Fitch, Moody’s e S&P. Dovranno invece essere in grado, sviluppando analisi in house sul rischio di credito, di acquistare titoli che nella loto propria valutazione presentino “rischi di credito minimo”.

 

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