Agli investitori stranieri oltre la metà delle spa quotate a Milano

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Lo rivela un rapporto del centro studi di Unimpresa, secondo cui gli azionisti internazionali sono titolari di oltre il 51% delle spa quotate a Piazza Affari.

Chiara Merico di Chiara Merico2 gennaio 2018 | 09:54

IL RAPPORTO – Piazza Affari parla tutte le lingue del mondo: oltre la metà delle imprese quotate sul listino milanese è infatti in mano a investitori stranieri, anche se, nel complesso, il sistema imprenditoriale del nostro Paese resta a trazione familiare. Lo rivela un rapporto del centro studi di Unimpresa, secondo cui oltre il 41% delle quote delle società per azioni made in Italy è posseduto da famiglie, mentre sui listini della Borsa dominano gli azionisti internazionali, titolari di oltre il 51% delle spa quotate. Le banche detengono  l’8% delle società per azioni, quota che si avvicina al 10% se si limita l’analisi alle sole aziende quotate. In mano allo Stato c’è invece il 5,13% delle imprese e il 3,65% delle quotate. Secondo il rapporto, nella prima parte del 2017 le società per azioni hanno aumentato di 32 miliardi di euro il loro valore, mentre le quotate hanno visto crescere ddi 45 miliardi la loro capitalizzazione. “E’ uno degli effetti della crisi: l’impoverimento dei nostri capitali ha favorito l’acquisto delle aziende da parte di colossi esteri. L’ingresso degli stranieri nel mercato finanziario italiano, che nonostante tutto ha valori importanti e in crescita, non è necessariamente un fattore negativo. Dipende, però, dalle intenzioni: se si tratta di investimenti di lungo periodo va bene, mentre se le operazioni sono dettate dalla speculazione, allora c’è da preoccuparsi” commenta il presidente di Unimpresa, Giovanna Ferrara.


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