Come sempre, essendo il primo venerdì del mese, verranno rilasciati in America i Non Farm Payrolls...
Come sempre, essendo il primo venerdì del mese, verranno rilasciati in America i Non Farm Payrolls, il dato riguardante la creazione di nuovi posti di lavoro nel settore non agricolo da parte delle aziende americane. Il dato di dicembre ha mostrato un incremento di 200k unità, ma le attese degli analisti per il mese appena terminato si sono attestate a circa 150k nuove buste paga. Nessun grande scossone previsto dunque ed il numero da guardare con particolare attenzione sarà, a nostro parere, il 100k. Dopo le parole di Bernanke, che ha parlato di fronte alla Commissione Bilancio della Camera dei Rappresentanti ieri pomeriggio, non ci aspettiamo grosse sorprese ed anche la reazione del mercato potrebbe rivelarsi volatile ma nel brevissimo periodo. Il presidente della Fed ha ribadito chiaramente che l’economia Usa non è immune da eventuali shock economici, anche derivanti dall’Europa mentre per quanto riguarda il mercato del lavoro, si stanno notando lievi miglioramenti, ma siamo ancora lontani da obiettivi soddisfacenti e anche se il tasso di disoccupazione dovesse calare gradualmente durante il 2012, la possibilità che si rendano necessari ulteriori stimoli all’economia esiste ed è concreta.
Gli obiettivi dichiarati da parte della Federal Reserve sono due: ridurre il deficit pur non andando ad ostacolare la crescita. Quest’oggi avremo i dati riguardanti il mercato del lavoro che apriranno il 2012 (dato di gennaio e rivisitazione della rilevazione di dicembre) e, come accennato, se dovessimo mantenerci sopra le 100k unità, lo shock sul dollaro potrebbe essere modesto, mentre nel caso in cui dovessimo vedere un forte rallentamento, molto probabilmente potremmo assistere a forti salite del dollaro americano, soprattutto nei confronti dell’euro, in quanto, date le correlazioni che stiamo seguendo dall’estate scorsa, di fronte ad una notizia del genere molto probabilmente vedremmo gli investitori andare a rifugiarsi nel biglietto verde nel momento in cui si vanno a vendere attività legate al rischio (eur, gbp, aud, cad, commodities). Un dato fortemente migliore delle attese potrebbe portare ad una reazione contraria, ma è difficile che ci si vada a scostare molto dalle stime o dai livelli precedenti.
Il report sull’ADP ha mostrato un incremento di 170k posti di lavoro in gennaio, contro i 292k di dicembre e anche se ultimamente esso non stia mostrando buone capacità di prevedere i valori puntuali delle rilevazioni dei NFP, sta comunque dando buone indicazioni direzionali, che ci suggeriscono appunto un rallentamento dal punto di vista occupazionale. Un ultima nota non può non riguardare i movimenti che hanno interessato oro e petrolio, che negli ultimi giorni sono andati a decorrelarsi e dove abbiamo assistito ad un giro di posizioni da long petrolio a long metallo giallo, in prossimità di 101.30 per l’oro nero e dopo aver rotto a rialzo 1.700 per quello giallo. L’ultimo appuntamento della settimana con l’analisi tecnica incomincia con il cambio eurodollaro che ha mostrato ieri una volatilità inferiore a quanto mostrato nei giorni precedenti della settimana. Non è ancora stato oltrepassato alcun livello di vera svolta ed i prezzi si mantengono ad una distanza di sicurezza da quella che rimane la più interessante area di supporto, 1.3080, e quella che invece è candidata come più interessante resistenza, 1.3230-1.3260. La direzione potrebbe essere scelta oggi in pomeriggio sulla scia di un dato che ha sempre portato una buona dose di volatilità sul mercato, i NFP di cui abbiamo parlato sopra.
Il cambio UsdJpy si è appoggiato ieri, per la seconda volta in due giorni, sul nuovo minimo degli ultimi mesi, toccando quasi 76 figura. Come andiamo dicendo da tempo più i prezzi calano più aumentano le probabilità di un intervento anche se le prospettive di un nuovo minimo che “pulisca” una buona quantità di stop non è così remota. Ricordiamo che ci separano solamente una cinquantina di pip dal minimo storico di riferimento raggiunto a 75.55 il 31 ottobre scorso. Il cambio EurJpy si trova in una situazione di equilibrio poco al di sopra di 100 figura. I due livelli da osservare nell’immediato futuro sono 100.44 e 99.90 indicati rispettivamente da una buona coincidenza di massimi degli ultimi due giorni di trading e dalla trendline positiva che si è venuta a creare due giorni fa quando i prezzi hanno toccato il minimo di 99.26.
Il cable continua a muoversi all’interno della tendenza positiva che dal 16 di gennaio scorso insiste con un coefficiente angolare molto accentuato. Ricordiamo che l’obiettivo continua a rimanere il superamento di quella forte, ed evidente, area di resistenza posta a 1.5880, mentre il supporto a questo scenario si trova poco al di sotto di 1.58, dove transita la trendline positiva e dove troviamo coincidenza fra il massimo di martedì ed il minimo di ieri. Il cambio EurChf non fornisce nessuno spunto nuovo di analisi. Continuiamo, infatti, a seguire l’evoluzione ribassista confinata all’interno di un canale dall’ampiezza di una figura e che per le prossime ore suggerisce due livelli a 1.2080 (resistenza) e 1.1980 (supporto). La linea superiore di questo canale continua a coincidere con la media mobile esponenziale di lungo (100 periodi) su grafico con candele a quattro ore. Inutile ripetere come molti siano ancora in attesa di un “movimento” della SNB al lento avvicinarsi dei prezzi al livello chiave di 1.20. Concludiamo con il dollaro australiano che, pur avendo corretto 70 pip dal massimo di riferimento, appare ancora fortemente orientato a rialzo. Il livello di riferimento è chiaramente 1.0750 che, come si vede da un grafico giornaliero, è stato il livello di maggior attenzione sino da agosto scorso e possibile livello di ulteriore movimento a rialzo della valuta del pacifico. La tendenza che supporta questo scenario si trova a discreta distanza di sicurezza. Se analizziamo la ripresa dalla metà di dicembre ad ora, la tredline positiva transita poco al di sopra di 1.05, coincidendo perfettamente con la media mobile veloce (21, sempre su grafico orario).
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