La chiusura dei mercati del 23 giugno ha lasciato i maggiori indici di borsa invariati, in Europa l’EuroStoxx chiude a +0,02%, identica situazione oltre oceano, dove Wall Street con l’S&P 500 registra un +0,01%. Risultati che farebbero pensare ad una monotona giornata di borsa, ma che nella realtà cosi non è stato. I titoli finanziari hanno pesato negativamente sui listini, annullando di fatto le buone performance dei settori industriali ed energetici. Dato questo che spinge gli investitori a considerare il comparto finanza come una palla al piede della probabile ripresa.
L’indice del risparmio gestito, il BlueIndex, ha chiuso la seduta perdendo il -1,16%, confermando il cattivo momento dei finanziari, che sempre più sembrano navigare in cattive acque.
La giornata ha registrato ancora vendite sui titoli finanziari, spinte dai giudizi degli analisti della Bank of America che ha ridotto le stime sui risultati del secondo quarter sia per l’americana Merrill Lynch che per la svizzera UBS, -4,42%, a causa di possibili nuove svalutazioni causate dall’esposizione sui Subprime.
Inoltre secondo la stampa americana sarebbero in arrivo possibili tagli del personale da parte del colosso bancario Citigroup, che dovrebbe ridurre la propria forza lavoro del 10%. Identiche voci riguardano Goldman Sachs, -2,81%, che dovrebbe tagliare del 10% i posti di lavoro nell’area investment banking.
La situazione che si è creata sui mercati vede tre differenti aree di interesse: un primo box, costituito dai titoli legati al petrolio, che sono acquistati dagli investitori in quanto ritenuti attrattivi, causa il continuo incremento del prezzo del petrolio, che ieri ha chiuso a 135,91 dollari al barile. Seconda area sono i titoli dell’industria, che registrano un aumento dell’interesse da parte degli investitori i quali ritengono particolarmente growth gli automobilistici americani.
Terza ed ultima area è quella finanziaria che, a discapito dell’energetico e dell’industria, segna continue vendite, causate dalle notizie negative e dalle trimestrali in perdita che giornalmente arrivano sui mercati. Il contesto che si è creato vede quindi il settore finanziario d’intralcio a quella che da alcuni è vista come una leggera espansione dell’economia.
A conferma di questo sentiment è il commento del equity strategist di Miller Tabak, Peter Boockvar , che da la colpa ai finanziari per l’andamento negativo dei listini, precisando inoltre che per potersi riprendere dall’attuale situazione l’unico modo è stabilizzare la situazione del comparto finanza.
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