Mercati: l'analisi di Superfund

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Gli Stati Uniti stanno affrontando una delle peggiori crisi finanziarie degli ultimi dieci anni, l’Europa subisce l’inflazione acuita dall’impennata dell’oro nero mentre in Medio Oriente riparte il risiko geopolitico che potrebbe portare ad un conflitto tra Israele e l’Iran. In un quadro così complesso e volatile, Bluerating ha intervistato Christian Baha (nella foto), Ceo e fondatore di Superfund Group, imprenditore che ha fatto della volatilità il suo pane quotidiano.

di Marco Mairate28 giugno 2008 | 08:00

BFC: I mercati finanziari stanno  attraversando uno dei peggiori momenti dalla crisi del 1929: come è potuto succedere? 

C.Baha: La ragione principale è l’enorme bolla creditizia, ed è solo una questione di tempo prima che la bolla scoppi. Tutto è iniziato con la crisi dei mutui sub-prime negli Stati Uniti, cosa che non mi ha realmente sorpreso. Gli immobili americani sono spesso finanziati per il 100%, un intero settore vive prestando quasi esclusivamente denaro a chi acquista casa dando un piccolo o a volte persino nessun anticipo.

Persone a basso reddito hanno chiesto finanziamenti senza prestare nessuna garanzia – e li hanno ottenuti. Il boom del credito al consumo sub-prime ha creato centinaia di miliardi di debiti ad alto rischio di insolvenza per auto, carte di credito e mutui.

L’uso del credito è stato portato agli estremi, il debito delle famiglie non è mai stato così alto. Quello che originariamente era un problema che affliggeva il mercato edilizio è diventato un problema di credito, che a sua volta si è trasformato in un problema di liquidità e quindi in un problema di capitali. Molte azioni sono crollate e molti mercati azionari stanno vivendo il peggior andamento degli ultimi anni.

BFC: La Federal Reserve e altre Banche Centrali in questi mesi hanno immesso denaro per miliardi per sostenere i mercati e mantenere la liquidità; la Fed ha anche effettuato tagli aggressivi dei tassi di interesse per impedire la recessione negli Stati Uniti: quale genere di benefici potrebbero dare tali misure all’economia reale e ai mercati finanziari?


C.Baha: Le decisioni della Federal Reserve e le attuali misure di emergenza – come il taglio del tasso di sconto – adottate per arginare una crisi finanziaria che si sta diffondendo rapidamente sono solo soluzioni temporanee e non impediscono affatto l’inflazione.

La Federal Reserve immette denaro e liquidità sui mercati, talvolta miliardi ogni settimana, a supporto dei mercati azionari e valutari. Di conseguenza il Dow Jones si riprende, a volte solo per poche ore. Alla fine la Fed ha convenuto di procurare 30 miliardi per salvare Bear Sterns (banca d’affari ora passata sotto il controllo di Jp Morgan ndr).

Sembra che la Federal Reserve, ovvero i contribuenti americani, si sia assunta l’intera bolla immobiliare. Finanziano indirettamente i debiti ipotecari. Ma con quale frequenza è possibile farlo per stabilizzare i mercati? Non può essere la soluzione definitiva dei problemi attuali, pertanto i benefici di queste misure a breve termine non hanno sostanza, ma potrebbero portare inflazione, un dollaro debole e causare un vortice iperinflazionistico.


BFC: Gli investitori stanno vivendo un ‘incubo’ tra il collasso dei mercati finanziari, la questione dei mutui sub-prime che continua a mietere vittime nel settore finanziario e la contrazione del credito che esercita pressione su chi ha necessità di chiedere un prestito. Il risultato è che il contante domina e nessuno sa dove metterlo: Qual è il Suo consiglio per un piccolo investitore che ha unicamente contante?

C.Baha: Di non tenere solo contanti, è la strategia sbagliata. Tuttavia il Dollaro Canadese, il Dollaro Australiano e il Franco Svizzero sono ancora valute interessanti, ma non altrettanto buone quanto la valuta più vecchia del mondo: l’oro. Fino a quando è rimasto in vigore il sistema monetario aureo ogni banconota era garantita dal rispettivo controvalore in oro, che era di fatto custodito in maniera tangibile nei caveau delle banche nazionali.

Oggi abbiamo solo carta stampata e questo dice tutto del suo valore reale. La fine del sistema monetario aureo ha consentito a molte nazioni di stampare sempre più denaro senza un reale controllo, il che ha avuto un effetto estremamente negativo sull’economia mondiale. Questo a sua volta ha incrementato le tendenze inflazionistiche e potrebbe portare anche ad un vortice iperinflazionistico.

A partire dal 1907 il valore del dollaro si è ridotto di quasi il 98%, nonostante gli Stati Uniti siano divenuti la principale economia mondiale dopo la Seconda Guerra Mondiale. Cosa succederà al dollaro quando gli Stati Uniti non saranno più la principale economia mondiale? L’oro ha mantenuto il medesimo potere d’acquisto per oltre 7.000 anni – le banconote, invece, vanno e vengono.

Meglio quindi tenere il proprio denaro in un portafoglio diversificato con una percentuale di fondi di futures gestiti che va dal 20 al 40% che – come i nostri (i fondi di Superfund investono in futures su materie prime, valute, indici azionari ndr)  – sono investiti in 100 diversi mercati in tutto il mondo.

Si ridurrà così in modo significativo il rischio generale e si aumenteranno le rendite, una strategia inventata dal Premio Nobel Harry Markowitz. E si dovrebbe investire in oro, che si tratti di oro fisico o dei nuovi Fondi Superfund Gold, che combinano la sicurezza della più antica valuta del mondo con i vantaggi dei fondi di futures gestiti.

Tutti hanno seguito la svendita di Bear Stearns a JP Morgan, un’operazione suggerita dalla Federal Reserve e sostenuta finanziariamente con il denaro dei ‘contribuenti’: secondo lei la Fed avrebbe dovuto lasciare che BS dichiarasse fallimento oppure si è comportata bene nel salvataggio?

Il salvataggio di banche d’affari come Bear Sterns, con debiti per circa 70 miliardi di Dollari USA pone l’economia statunitense in una situazione molto seria.

L’intero disavanzo di bilancio degli Stati Uniti si aggira intorno agli 800 miliardi di Dollari USA annui, per un’unica banca la Federal Reserve ha accettato di prestare fino a 30 miliardi. Se la crisi continua e Bear Sterns non sarà l’unica banca d’affari nei guai, il vero disastro deve ancora succedere. La Federal Reserve può farlo una volta, forse due, ma il salvataggio di varie banche d’affari potrebbe causare una crisi del mercato globale. 

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