Basta con le "lobby"

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La costituzione dell’Albo ha finalmente attribuito il giusto riconoscimento alla consulenza finanziaria, ora la Consob, secondo Andrea Zanella, consulente indipendente e titolare dello studio Zanella & Partners, deve predisporre un insieme di regole appropriate e svincolate dalle logiche di “poteri lobbistici” per non stroncare sul nascere questa professione.

di Redazione29 agosto 2008 | 15:00

BFC: Perché ha deciso di intraprendere la professione di consulente indipendente?

Zanella: Dopo quasi 17 anni di promozione finanziaria e cinque in una banca tradizionale ho sentito la necessità di realizzare una maggiore crescita professionale. L’incontro con un’importante società di consulenza, poi, mi ha facilitato il passaggio verso una professione che oggi rappresenta per me l’unico vero modo di effettuare in Italia una consulenza finanziaria indipendente e che ha recentemente ottenuto la giusta affermazione con l’avvento della MiFID.
 
BFC: Ha quindi istituzionalizzato la professione?
Zanella: Ritengo che il recepimento della direttiva europea non sia stato altro che una conferma della validità della metodologia di lavoro del consulente. Per fare solo un esempio: l’imposizione del questionario da sottoporre al cliente per stabile il suo profilo di rischio, l’adeguatezza delle operazioni che un risparmiatore può effettuare, non sono altro che procedure tipiche già intrinseche nella natura del nostro lavoro, ma che ora hanno un riconoscimento istituzionale. Inoltre, si è data una volta per tutte, maggiore enfasi alle capacità del consulente di effettuare un’analisi psicologica del cliente, individuando quelli che sono i suoi reali bisogni che non sempre coincidono con i suoi desideri. 
 
BFC: Grazie alla MiFID in Italia si parla oggi di costituire l’Albo dei consulenti e ora sta per essere varato il regolamento Consob che dovrà vigilare sul nuovo organismo. Qual è la sua opinione al riguardo?
Zanella: Da una prima lettura della bozza del regolamento ho avuto subito l’impressione che chi ha redatto questo documento non ha ben chiaro che tipo di professione sia la consulenza indipendente. 
Mi riferisco a nuovi e stringenti obblighi nella gestione del rapporto con la clientela che non saranno mai applicabili nella realtà, pena il blocco dell’attività stessa. 
In particolare, ritengo che l’art. 16 sulle tipologie di strumenti finanziari trattate sia da eliminare, in quanto il consulente non ha limiti sui prodotti da suggerire e perciò questa norma è priva di senso. Ancora, l’art. 20 che obbliga il consulente a tenere evidenza della data e dell’ora in cui ciascuna raccomandazione è stata comunicata al cliente, non contempla il fatto che il suggerimento di singoli strumenti finanziari è il risultato di un processo di asset allocation stabilite con il cliente e quindi un suggerimento scaturito da una tale analisi non ha motivo di essere collocato nel tempo attraverso una data e un’ora precisa. 
Ritengo, infine, che l’art. 21 sull’obbligo di rendiconto nei confronti dei clienti sia una mera duplicazione di dati, perché un eventuale rendiconto fornito dal consulente si basa già sulle comunicazioni predisposte dall’intermediario. 
 
BFC: E quindi cosa consiglia di fare?
Zanella: E’ necessario che Consob utilizzi costruttivamente la pioggia di critiche che questo documento ha suscitato nel mondo della consulenza, cercando di eliminare quelle regole che non farebbero altro che peggiorare la qualità del servizio e adeguare il regolamento all’effettiva operatività della consulenza.
 
BFC: Alla luce di quanto detto finora, secondo lei, come si evolverà la consulenza indipendente in Italia?
Zanella: Spero che si seguano le orme dei paesi anglosassoni, dove i professionisti pagati a parcella sono una realtà affermata da anni. 
Molto però dipenderà da come Consob saprà svincolarsi da “pressioni lobbistiche” dei poteri forti, come istituti di credito e assicurazioni, che non hanno nessun interesse affinché in Italia si sviluppi la nostra professione. 

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