I have a dream

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E’ stato persino commovente vedere quanto il mercato abbia dimostrato di apprezzare tra ieri e oggi il ribasso del petrolio e la notizia della crescita del PIL diffusa dal dipartimento del commercio, che ha rivisto al rialzo la stima del secondo trimestre portandola al 3.3%, grazie alla forte spinta delle esportazioni a loro volta sostenute dal dollaro debole.

di Redazione29 agosto 2008 | 10:00

Non importa se poi la crescita cambierà segno nella seconda metà dell’anno, quando si esaurirà la spinta dei bonus fiscali decisi dalla Casa Bianca e il dollaro cesserà di aiutare l’export. Il mercato ha deciso, che almeno per un giorno o due, è bello vivere in un meraviglioso presente.

Il calo delle quotazioni di petrolifere è avvenuto nonostante i timori per l’arrivo della tempesta tropicale Gustav nel Golfo del Messico, dove ha sede più un quarto della produzione petrolifere americana, grazie alle indiscrezioni sul possibile ricorso, in caso di necessità, alle riserve strategiche.

Ma anche le riserve strategiche, come i bonus fiscali e vantaggi di un dollaro debole, non più debole prima o poi finiscono.

La festa del Giappone è ancora più singolare. Si festeggia oggi un tasso di inflazione ha superato 2% per la prima volta in un decennio, grazie all’aumento dei prodotti alimentari e dei carburanti.

E in un momento così bello e magico potevano forse mancare una degna colonna sonora e le lacrime di commozione? Certo che no. Bastava collegarsi questa notte su qualsiasi canale satellitare di lingua inglese per condividere le emozioni con gli accorsi allo stadio di football di Denver, dove decine di migliaia di persone si sono radunate per ascoltare il discorso di chiusura della convention democratica da parte di Barack Obama e si sono commosse quando sui maxi-schermi dell’Invesco Field sono stati proiettati brani del famoso discorso “I Have a Dream” di Martin Luther King.

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