American Express e lo tsunami da 100 billion

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Chiusura di settimana all’insegna delle vendite dopo i forti rialzi delle scorse sedute. Oggi gli occhi sono tutti puntati sulla tedesca Allianz ed il misterioso caso della ‘collega’ statunitense HartFord. Sempre oltreoceano, American Express, teme il mercato delle carte di credito (da molti visto come il prossimo tsunami finanziario) e guarda da vicino Discover, vero leading indicator del settore.

di Redazione31 ottobre 2008 | 11:56

Le piazze finanziarie sembrano voler chiudere in rosso l’ultimo giorno di ottobre, piazza affari in questi minuti segna il –1,41%, performance accettabile, se si tiene conto dei forti rialzi degli ultimi due giorni. Ma l’attenzione ci porta oltre confine.

Allianz, la company di Monaco di Baviera, che sta perdendo nella seduta odierna il –10%  nei giorni scorsi ha eseguito una anomala operazione su Wall Street.

La compagnia tedesca ha infatti effettuato l’acquisto di azioni e corporate, per un controvalore di 2,5 miliardi di dollari, della Hartford Finacial Services. Una manovra anomala, Allianz infatti ha acquistato le azioni dell’americana a 31 dollari per azioni ma alcuni giorni dopo l’ingresso del colosso assicurativo tedesco,  Hartford ha dichiarato perdite per circa 2,6 miliardi di dollari.

Insomma 2,5 prestati e 2,6 persi. Una operazione che è costata cara a Allianz. Hartford infatti nella seduta di ieri ha perso il –51.56%, con il proprio titolo che, a Wall Street, era scambiato a 9,62 dollari.

Sempre negli Stati Uniti attira l’attenzione American Express. Il colosso di Wall Street ha infatti comunicato il taglio di 7000 posti di lavoro, circa il 10% della totale forza lavoro. Ma a preoccupare è il motivo di una tale scelta.

Perdite, e questa volta legate al settore carte di credito. Sembra ora mai imminente la crisi, “annunciata”, del  denaro di plastica. Prima di American Express, JP Morgan aveva comunicato che nell’ultimo trimestre i casi di insolvenza delle carte di credito erano aumentati del 45%.

E per il futuro la situazione sembra molto più grave, e la dimostrazione è l’incremento sull’importo della voce accantonamenti di molti istituti finanziari.
A gettare benzina sul fuoco anche lo studio realizzato da Innovest Strategic Advisor, il quale ha stimato che le perdite del settore carte di credito, per il 2009 saranno di circa 100 miliardi di dollari.

L’analisi sul comparto carte di credito evidenzia però che la tipologia che può creare danni è quella revolving. A differenza delle altre, che chiudono l’operazione al massimo entro 30 giorni, questo tipo di carta di credito funziona come un prestito tradizionale, con il debito che viene pagato su un orizzonte temporale medio lungo, e con il conseguente aumento del rischio insolvenza.

Quindi “Carte di credito” è l’industria da tenere sotto osservazione, magari tenendo sotto controllo quelle leading company, come Discover Financial, che hanno come core business proprio questo settore e che sono senza ombra di dubbio un ottimo indicatore di salute del comparto.

Societa’ Listino di Riferimento Prezzo Valuta Var%
Allianz Deutsche borse (xetra) 62,15 EUR +4,03%
American Express Nyse 26,06 USD +3,37%
Anima Borsa Italiana 1,377 EUR +1,18%
Axa Euronext 15,2 USD +7,42%
Azimut Borsa Italiana 4,38 EUR +1,58%
Banca Generali Borsa Italiana 3,5025 EUR -2,55%
Bank of NY Mellon Nyse 31,52 USD +4,13%
Barclays Lse 13,61 USD +11,5%
BlackRock Nyse 129,77 USD -1,17%
BNP BNP 54,665 EUR +1,23%
Citigroup Inc Nyse 13,11 USD +2,82%
Credit Agricole Euronext 10,32 EUR +11,9%
Credit Suisse Group Swiss Market Exchange 41,52 CHF +5,7%
Deutsche Bank Deutsche borse (xetra) 29,1 EUR +15,0%
Dexia Euronext 3,954 EUR +2,56%
Fortis Euronext 0,84 EUR +0,59%
FT Inv. Nyse 64,68 USD +4,27%
Goldman Sachs Nyse 91,11 USD -6,70%
Henderson Lse 53,5 GBp +2,88%
HSBC Investments Lse 780 GBp +4%
ING Euronext 7,07 EUR +10,2%
IntesaSanpaolo Borsa Italiana 2,79 EUR +9,41%
Invesco Nyse 14,37 USD +1,62%
Janus Capital Group Nyse 11,45 USD +9,46%
Jp Morgan Nyse 37,62 USD +5,34%
Julius Baer Swiss Market Exchange 42,1 CHF +5,25%
Legg Mason Nyse 20,76 USD +22,6%
Man Group Lse 355,5 GBp +2,89%
Mediobanca Borsa Italiana 8,76 EUR +1,52%
Mediolanum Borsa Italiana 3,05 EUR -3,57%
Morgan Stanley Nyse 16,09 USD +9,01%
Montepaschi Siena Borsa Italiana 1,438 EUR +1,91%
Natixis Euronext 1,62 EUR +4,51%
Nordea bank Omxnordicexchange 63 SEK +3,96%
Raiffeisen Wiener Borse 24,99 EUR +14,0%
Schroders Lse 765 GBp +0,92%
Skandia (Old Mutual) Lse 60 GBp +18,1%
State Street Nyse 42,44 USD +3,58%
Ubs Swiss Market Exchange 17,85 CHF +3,18%
Unicredit Borsa Italiana 1,786 EUR +4,63%
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