Obama rimanda l'avvio della ripresa

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Cosa significherà la presidenza di Obama per il mercato azionario americano? Le elezioni presidenziali hanno registrato un afflusso record della popolazione americana alle urne. L’economia è stato uno dei temi centrali delle elezioni e l’iniziativa su questo fronte ha giocato un ruolo chiave per entrambi i candidati.

di Redazione13 novembre 2008 | 17:20

È probabile a questo punto che la squadra di governo di Obama porti avanti un piano di spesa fiscale, con modifiche marginali rispetto a quanto comunque già previsto. In generale, infatti, verrà posta meno enfasi sui tagli alle tasse (per le società e per i singoli individui), mentre un focus maggiore sarà rivolto alla ‘rete di sicurezza’ finalizzata a proteggere le fasce sociali più deboli e i disoccupati, nonché alla spesa pubblica (come ad esempio la costruzione di strade e ponti).

Cosa significa questo per il mercato azionario? A breve termine permarrà il rischio che la fragile ripresa dei corsi azionari venga in parte ostacolata dalla politica meno favorevole di Obama sul fronte corporate. È infatti certo che la proposta di McCain relativa alla riduzione delle tasse per le società è ormai decaduta, mentre il piano fiscale sul settore energetico potrebbe essere ripreso in forma modificata.

A nostro avviso, tuttavia, è probabile che Obama rimandi le sue iniziative più progressiste ad un secondo momento. E’ sempre più evidente che l’economia reale si è indebolita significativamente nei mesi di settembre e ottobre, e quindi ci aspettiamo che le prime iniziative politiche saranno focalizzate sul tentativo di supportare una possibile ripresa dell’economia.

Le recenti iniziative politiche tese ad un riassestamento del sistema finanziario, che in ogni caso sono state ampiamente bipartisan, continueranno. Grande attenzione sarà data al “passaggio di consegne” del Tesoro; ci aspettiamo infatti che Obama annunci a breve il suo Segretario del Tesoro, al fine di operare in stretta collaborazione con il team uscente di Paulson. Riteniamo che la nomina di Timothy Geithner come segretario del Tesoro sia ormai un dato di fatto. E’ stato coinvolto nella realizzazione della maggior parte delle politiche della Fed e del Tesoro relative a economia e crisi finanziaria ed è stato sottosegretario nell’amministrazione Clinton. Tuttavia, anche Lawrence Summers, che esercitò l’incarico durante il governo Clinton, rientra nella rosa dei possibili candidati.

L’healthcare rappresenta uno dei settori centrali all’interno del piano di modifiche che Obama intende apportare anche se, a nostro avviso, la tematica economica tenderà a dominare, quindi non ci aspettiamo cambiamenti significativi in questo settore fino al 2010.

In materia di politica estera, un cambiamento nel breve termine sembra essere plausibile più oltreoceano che negli Stati Uniti. È infatti improbabile che la situazione degli USA in Iraq e in Afghanistan potrà mutare così velocemente. Allo stesso modo non ci aspettiamo che il Congresso approverà i tagli al settore della difesa, nonostante il tentativo di ridurre la spesa da parte della Casa Bianca.

Nicholas Cowley e Antony Gifford, gestori del fondo Henderson Horizon American Equity

 

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