Mercati natalizi

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Durante la notte i mercati valutari hanno tirato i remi in barca ed hanno lasciato un po’ di, oseremmo dire, meritato riposo, ad una delle protagoniste assolute di queste ultime sedute: la volatilità.

di Redazione28 novembre 2008 | 07:55

Riposo che servirà per farle riacquistare le forze per affrontare l’imminente ultimo mese dell’anno, durante il quale è attesa liquidità in ulteriore diminuzione che potrebbe dunque essere foriera di grossi scostamenti dai livelli di equilibrio (sempre che si possa parlare di equilibrio) di breve periodo. Degno supporto a tale contesto è fornito anche dai dati macroeconomici di ultima pubblicazione, che, replicando perfettamente la consuetudine di questi mesi, hanno disatteso le aspettative del mercato. Naturalmente, in negativo.

Gli ordini di beni durevoli relativi al mese di ottobre, le cui variazioni percentuali riescono a dare ottime indicazioni circa lo stato di salute di un’economia in quanto la gran maggioranza della produzione industriale viene effettuata, per l’appunto, su ordinazione, ha fatto registrare un -6.2%, in netto calo rispetto al sentiment degli analisti che stimavano una discesa che andava dal 2.5% al 3%. Il Chicago PMI del mese di novembre, che come sappiamo sintetizza un’indagine eseguita su un paniere di direttori degli acquisti del settore manifatturiero dell’area di Chicago, ha raggiunto il livello di 33.8, ben al di sotto dello spartiacque tra espansione e contrazione posto a 50 punti. L’indice di fiducia dell’Università del Michigan ha fatto segnare 55.3 (inferiore al consensus di 57.9) e le richieste di nuovi sussidi di disoccupazione sono aumentate di 5.000 unità, raggiungendo quota 529.000.

D’altra parte non sarebbero possibili dati diversi, l’economia sta soffrendo, si sa. Oggi saremo testimoni del Black Friday, la giornata dopo il Giorno del Ringraziamento che tradizionalmente dà il via al periodo dedicato allo shopping natalizio negli Stati Uniti. Tale evento, sarà strettamente guardato dagli analisti in quanto rispecchierà le tendenze dei consumi dei consumatori americani.

Passiamo quindi all’analisi tecnica. L’EurUsd è in rotta verso il rialzo settimanale maggiore dal 2006, spinto da una possibile ripresa  della propensione al rischio in seguito ai “pacchetti anti-crisi” elargiti dalla Fed e dall’Unione Europea. L’EurUsd anche stamani si apre al rialzo, guardando prima ad 1,2930 e poi a 1,2960. Oggi dovrebbe essere una giornata relativamente tranquilla, e quindi anche nel migliore dei casi, sarà difficile che l’EurUsd vada a fare il retest del limite superiore del range in cui è contenuto, che è più in alto a 1,3050. Se invece l’EurUsd scendesse prima sotto 1,2915 e poi sotto 1,2880 si potrebbe arrivare addirittura a 1,2810. Comunque, l’outlook per l’Euro, dal punto di vista macroeconomico, è debole (per via di  inflazione in calo, disoccupazione in aumento e tagli attesi dalla BCE): stiamo attenti ai dati di oggi.

Anche un cross ciclico (cioè che segue il ciclo economico) come l’AudChf mostra segni di ripresa. Con un certo margine di confidenza possiamo dire che il sentimento di mercato sta trovando un supporto su cui fare leva per aprire la stagione degli acquisti natalizi. L’AudChf infatti sta risalendo con passo deciso verso 0,7930 e se infrangesse tale livello, potremmo auspicare un progressivo rialzo fino a 0,81. Occhio però al rischio di un panic sell: se iniziasse a scambiare sotto 0,7860 si può aprire uno spiraglio discendente fino a  0,7800.

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