Dollaro sotto pressione

A
A
A

Non dovrebbe sembrare strano che il dollaro abbia messo a segno ieri il maggior calo dal 13 dicembre, nei confronti delle altre maggiori valute, proprio a due giorni di distanza dalla fine dell’anno.

di Redazione30 dicembre 2010 | 08:00

Andando infatti a vedere la situazione degli ultimi anni, i movimenti non appaiono differenti: nonostante ci si trovasse con una situazione macroeconomica diversa e non ancora così appesantita da una moltitudine di fattori negativi, le giornate conclusive non sono certamente risultate più tranquille e prive di questa volatilità.

Anche per la giornata entrante le condizioni non dovrebbero essere differenti: sono attesi infatti alcuni dati che, seppure non rappresentino i primari indicatori osservati dalla Fed per orientare la propria politica, sono rappresentativi dei settori più importanti del mercato e sotto osservazione in queste ultime settimane.

Stiamo parlando, in ordine temporale dalle 14.30 italiane in poi, del consueto appuntamento con le richieste di sussidi di disoccupazione, previste anche questa settimana in lieve miglioramento, dell’indice PMI di Chicago, che trattandosi dell’area maggiormente industrializzata potrebbe avere il suo peso (previsto in peggioramento dopo il massimo degli ultimi sette mesi registrato a novembre) ed infine della vendita di case in corso, previsto in territorio positivo per la quarta volta in cinque mesi.

Forse buona parte del rialzo dell’eurodollaro, che in seguito analizzeremo dal punto di vista tecnico, può essere in parte spiegata dalle aumentate speculazioni che hanno cominciato a circolare ieri, relative ai tassi di riferimento principali imposti dalla BCE, alla luce della nuova rilevazione dell’aumento dell’inflazione. In questo caso infatti abbiamo avuto ieri la pubblicazione dell’indicatore CPI tedesco assistendo alla rilevazione mensile più alta da dicembre 2002 (+1.9%) e la rilevazione annuale più alta da ottobre 2008.

In altri momenti questo sarebbe sicuramente stato un dato con un impatto chiaro sulla politica monetaria della BCE ma per il momento questo non fa altro che rafforzare l’idea di quanto ci siano paesi all’interno dell’Area che viaggiano a diverse velocità: economie stabili ed altre a rischio recessione e default, ed ancora una volta la Germania (contando anche le più recenti rilevazioni economiche) ha dato prova di essere in testa a trainare il gruppo.

UsdJpy – grafico 240 minuti

Ma passiamo a vedere ora nel dettaglio qualche situazione grafica, cominciando proprio dall’eurodollaro.
In questo caso abbiamo avuto un movimento speculare a quello mostrato esattamente 24 ore prima con un ritorno in salita della moneta unica, quasi a toccare perfettamente il punto di resistenza chiave del giorno prima a 1.3260.

La prossime evoluzioni dipendono infatti da questo livello, non considerato importante sino a due giorni fa ma che ora è in grado di dirci se l’euro riuscirà o meno a raggiungere entro la fine dell’anno il livello obiettivo di 1.3350.
Il dollaro, sotto pressione, ha condotto in discesa il cambio UsdJpy che abbandonato anche l’ultimo livello di supporto chiave a 81.85 ha ora davanti a se spazio per un’ulteriore discesa.

Come più volte visto negli ultimi giorni infatti questo livello rappresentava, oltre al livello di minimo dove il cambio si è arrestato due giorni fa, il 61.8% di ritracciamento del movimento in salita da 80.25 a 84.50 e supportati da questa configurazione la fievole possibilità ora di ripresa del dollaro potrebbe assottigliarsi sempre di più.

Come si evince infatti da un grafico a 4 ore per esempio, oltre l’ultimo livello di supporto oltrepassato ieri in pomeriggio, non sono presenti ulteriori minimi precedenti in grado di attirare la nostra attenzione e probabilmente nemmeno quella di buona parte degli operatori di mercato. Ci troviamo a 120 punti ora dall’ultimo minimo storico visto a cavallo tra ottobre e novembre.

Se diamo uno sguardo al cambio EurJpy tramite un grafico di breve, possiamo accorgerci di come sia stretto il range trading mantenuto dal cambio nelle ultime ore: questo infatti suggerisce un supporto preciso a 107.60 ed una resistenza pochi punti al di sopra di 108. Probabilmente strategie di breakout in questi casi, alimentati dalla fase particolare del mercato, potrebbero risultare le più vincenti.

Ha riaperto la piazza di Londra ieri e la sterlina, contro dollaro, ha potuto tirare un sospiro di sollievo allontanandosi velocemente dall’area di minimo indicata come fondamentale e compresa fra 1.53 e 1.5260. Essendo riuscito il cambio ad oltrepassare il primo livello obiettivo di 1.55, crediamo che nel breve possa essere rivisto il più importante 1.5560.

Vediamo ora un aggiornamento sul cambio EurGbp, che non analizziamo da qualche giorno. Non si può dire che nelle ultime settimane la situazione sia variata molto, muovendosi il cambio  da inizio novembre all’interno di un range di 250 punti. Questo però non fa altro che facilitare il nostro compito di individuare livelli interessanti. In questo caso troviamo una resistenza  molto precisa a 0.8595, massimo del 21 novembre e coincidente con il massimo di due giorni fa.

Al di sotto invece siamo portati a pensare che il più importante livello di supporto si trovi nei pressi di 0.85 figura: questo perché qui transita la media mobile esponenziale più di lungo periodo, su grafico a 240 minuti, coincidente con la tendenza in ripresa mostrata dal minimo dal 20 dicembre a 0.8440.

Il cambio GbpJpy non ha ancora mostrato una ripresa di direzione dopo essere giunto oltre il minimo precedente di riferimento. Un grafico a 15 minuti rende bene l’idea di quanti tentativi di oltrepassare il nuovo supporto abbia tentato il mercato, ricevendo in più occasione un rimbalzo di più di 50 punti. Raramente i livelli nel breve sono così precisi: 126.10 è il miglior livello di supporto che si potrebbe immaginare, oltre il quale il rafforzamento di yen avrebbe, parecchio, ulteriore spazio.

Certamente meno chiaro il livello di resistenza, che dovrebbe trovarsi nei pressi di 126.75, suggerito dalla trendline ribassista, sempre nel breve, con origine a due giorni fa.
Concludiamo con la continua fase di forza della moneta elvetica, vista dal mercato come rifugio in un momento di congiuntura economica molto incerto. Nei confronti del dollaro abbiamo avuto questa notte un nuovo massimo, 0.9415, testimonianza di un trend ancora in atto.

I due punti che potrebbe suggerire un arresto sono oggi a 0.95 figura (statico) e 0.9575 (dinamico, suggerito utilizzando la linea di tendenza inclinata negativamente già vista ieri).
Nei confronti della moneta unica non abbiamo avuto un nuovo massimo del franco, seppure ci si trovi a non più di 60 punti da 1.2440. Un grafico di breve aiuta ad individua un’area di congestione prossima a 1.2455, inclinata lievemente in direzione positiva.

Per chi volesse ulteriori approfondimenti, vi aspettiamo alle 9 puntuali per il nostro Morning Briefing in webinar: http://forexforums.dailyfx.com/analisi-live/244106-analisi-live-del-mercato.html

::::__

Eventuali pareri, notizie, ricerche, analisi, prezzi, o altre informazioni contenute in questo documento sono fornite come commento generale del mercato e non costituiscono un consiglio personale. FXCM Italia non accetta responsabilità per qualsiasi perdita o danno, compresi, senza limitazione, qualsiasi perdita di profitto, che potrebbe derivare, direttamente o indirettamente dall’uso o affidamento su tali informazioni. Il contenuto di questo documento è soggetto a modifica in qualsiasi momento e senza preavviso ed è previsto per il solo scopo di aiutare i trader a prendere decisioni di investimento indipendenti. FXCM Italia ha adottato misure ragionevoli per assicurare l’accuratezza delle informazioni contenute nel documento, tuttavia, non garantisce l’esattezza e non accetta alcuna responsabilità per eventuali perdite o danni derivanti, direttamente o indirettamente dal contenuto o la vostra incapacità di accedere al sito web, per qualsiasi ritardo o fallimento della trasmissione o la ricezione di eventuali istruzioni o avvisi inviati attraverso questo sito web. Questo documento non è destinato alla distribuzione, o all’utilizzo, da parte di qualsiasi persona in qualsiasi paese in cui tale distribuzione o l’uso sarebbe contrario alla legge o alla regolamentazione.

Share on Facebook0Tweet about this on Twitter0Share on LinkedIn0Email this to someonePrint this page

Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

Sterlina in calo, pesano incertezze su tassi e Brexit

Sterlina in calo dopo via libera parlamento inglese a legge Brexit

Sterlina a picco, pesa timore “hard Brexit”

Inflazione in ripresa in Eurolandia, ma l’Italia resta in coda

Bitcoin sopra i mille dollari per la prima volta da 3 anni

Lira turca al tappeto, Erdogan vuole tassi bassi il mercato si attende un rialzo

Sterlina sempre sotto pressione, il mercato vede rischio “hard brexit”

Sterlina cola a picco per i timori legati alla Brexit

Banca nazionale svizzera resta alla finestra, pronta ad agire sui cambi

Transferwise trasferisce mensilmente circa 800 milioni di sterline

Sterlina cala di minimo in minimo, nonostante la Bank of England

I contraccolpi delle crisi in Inghilterra e Italia arrivano fino inAsia

Sterlina sempre più volatile con l’avvicinarsi del referendum inglese

Il referndum sulla Brexit offre opportunità di trading sulla sterlina

Israele mantiene invariati i tassi ufficiali

La “Brexit” si allontana, la sterlina recupera terreno

Tassi ai minimi storici in Australia

Sterlina in calo anche oggi, Brexit sempre meno improbabile

Pechino riduce la riserva obbligatoria per le banche

Sterlina in calo, il sindaco di Londra fa il tifo per la Brexit

La Svezia porta i tassi ufficiali a -0,5%

Goldman Sachs: quanto peserebbe Brexit sulla sterlina

Cina: riserve in valuta estera in calo nel 2015

Pechino svaluta ancora, i listini asiatici affondano

Norges Bank taglia ancora i tassi

Cina, le riserve valutarie sono in calo

Qualche sorpresa nel “supergiovedì” della Bank of England

La crisi turca non vede segnali di miglioramento

Hong Kong multa Bnp Paribas

Tassi fermi sulla sterlina

La Svizzera non tocca i tassi ma taglia le stime

Anche Tailandia e Corea tagliano i tassi

Pechino vuol crescere del 7% quest’anno

Ti può anche interessare

Petrolio, la Russia supera l’Arabia Saudita

PETROLIO, MOSCA TORNA IN TESTA – La Russia ha nuovamente superato l’Arabia Saudita come magg ...

Blueindex: seduta a passo di carica per le banche italiane

BANCHE ITALIANE IN RIMONTA SUL BLUEINDEX – Il “lieto fine” (almeno per ora) della crisi de ...

Banco Bpm sottotono nonostante anticipazioni su cessione Rainbow

BANCO BPM IN ROSSO NONOSTANTE RAIMBOW – Banco Bpm indietro tutta in borsa, col titolo che quas ...