La nuova consulenza? Un work-in-progress

A
A
A

Nel dettato della Mifid 2
 e del regolamento
le informazioni al cliente devono essere puntuali
 e non finiscono con la vendita

Andrea Giacobino di Andrea Giacobino9 marzo 2018 | 07:10

Ai clienti o potenziali clienti sono fornite tempestivamente informazioni d’investimento e i relativi servizi, gli strumenti finanziari e le strategie d’investimento proposte, le sedi di esecuzione e tutti i costi e gli oneri relativi”. L’articolo 24 paragrafo 4 della Mifid
2 è quello che fornisce ai produttori di servizi finanziari e ai distributori, anzitutto i consulenti finanziari che lavorano in banche o reti, i principi generali dell’informativa su costi e oneri da comunicare al cliente.

Vale la pena soffermarsi sui tre punti successivi per rilevare anzitutto che le informazioni devono riguardare “tutti i costi e gli oneri connessi, devono comprendere informazioni relative sia
ai servizi d’investimento che ai servizi accessori, anche sul costo eventuale della consulenza, ove rilevante, sul costo dello strumento finanziario raccomandato o offerto in vendita al cliente e sulle modalità di pagamento di quest’ultimo, includendo anche eventuali pagamenti a terzi”,
i cosiddetti incentivi. Tutte le informazioni “devono essere presentate in forma aggregata per permettere al cliente di conoscere il costo totale e il suo effetto complessivo sul rendimento e, se il cliente lo richiede, in forma analitica.
Tali informazioni sono fornite al cliente con periodicità regolare, e comunque almeno annuale, per tutto il periodo dell’investimento”. Inoltre “le informazioni sono fornite in una forma comprensibile, in modo che i clienti
o potenziali clienti possano ragionevolmente comprendere la natura del servizio d’investimento e del tipo specifico di strumenti finanziari che sono loro proposti nonché i rischi a essi connessi e, di conseguenza, possano prendere le decisioni in materia d’investimento con cognizione di causa”.

Il regolamento delegato della direttiva europea, entrata in vigore lo scorso 3 gennaio, chiarisce poi che il processo d’informazione al cliente ha una fase ex ante e una fase ex post: significa cioè che il servizio d’investimento non si chiude con la vendita del prodotto-servizio, ma continua anche dopo. L’articolo 50 dello stesso regolamento infatti recita che le imprese d’investimento, qualora abbiano raccomandato o offerto in vendita uno o più strumenti finanziari o abbiano fornito al cliente il Kid Priips/Kid Ucits relativo a tali strumenti, “gli forniscono annualmente informazioni ex post su tutti i costi e gli oneri relativi… in forma personalizzata”. Quindi prima e dopo le informazioni devono: illustrare l’effetto del totale dei costi sul rendimento, compresi tutti i picchi anticipati o le fluttuazioni nei costi”. Ecco perché Mifid 2 segna davvero una rivoluzione nel modo stesso di concepire la consulenza finanziaria che non può e non deve più limitarsi al mero collocamento, ma costruisce assieme al cliente un work-in-progress di consapevolezza di tutte le fasi dell’investimento. In questo senso la nuova direttiva, sebbene in linea di continuità con la precedente, amplifica di fatto il campo d’azione e innalza i presidi di tutela. Quanti consulenti finanziari italiani se ne rendono davvero conto?


Non è possibile commentare.

ARTICOLI CORRELATI

La consulenza robotica a spasso per l’Italia

5 fragranze per una consulenza irresistibile

Mediolanum, consulenza sotto la Madonnina. Affittato da Cattolica Palazzo Biandrà

Tutta la consulenza di ITForum 2018

ITForum 2018, tutti gli ingredienti di una gustosa ricetta

Consulenti, tecnofobia pussa via

Consulenti, come vivere di rendita: atto IV

Consulenza, la strada per il futuro parte da Padova

Direzione e rete, galassie distanti

La consulenza senza peli sulla lingua

Consulenza un tanto al chilo

Ascosim punta tutto sulle Scf

L’onda lunga della consulenza

Advice Revolution

Addio Finanza & Futuro

Azimut, arriva il cedolone

Anasf in diretta dal Parlamento

Solfin, svolta nelle autorizzazioni

Mifid 2, sfida alla burocrazia

La consulenza a Mezzanotte

Aiaf: target su fintech e donne in finanza

Fideuram Ispb, il tesoro è in Irlanda

Consultinvest sulla strada della Vittoria

Consulenti, le sanzioni cambiano faccia

Consulenza ad alta tensione

Mifid 2: la ricetta per il “mal di margine”

La consulenza che piace ai Millennial

Diventare un consulente 4.0

Rivivi la diretta della prima giornata del Salone

B.Generali, la raccolta concede il bis

Fare il consulente è figo. Per 6 motivi

L’educazione finanziaria di Copernico sim

Profumi da consulente – Encre noire, Lalique

Ti può anche interessare

La Blockchain dell’advice

Ico, Criptoasset, Wallet, Miner, AI: il linguaggio della nuova finanza digitale si sta arricchendo  ...

Soffia il vento della disruption

Nell’aria che si respira si avverte un forte vento di cambiamento: sarà che è in atto finalmente ...

Definire il rischio è un po’ rischioso

L’Esma, l’autorità europea che vigila sui mercati finanziari, ha definito la product governance ...