Fideuram ISPB: nozze d’oro con la consulenza

A
A
A

La più importante banca-rete cambia nella continuità
 a 50 anni dalla nascita
. E dimostra che Intesa Sanpaolo crede nel wealth management

Andrea Giacobino di Andrea Giacobino10 maggio 2018 | 05:32

Fideuram Intesa Sanpaolo Private Banking, la più grande banca private italiana e la più grande rete di consulenti finanziari e private banker, ha un nuovo vertice e un nuovo consiglio d’amministrazione, ma nel segno della continuità. 
Dopo tre anni di mandato, il cui
momento clou è stato nel 2015
l’integrazione tra la vecchia Fideuram,
che proprio quest’anno festeggia i
 50 anni della sua nascita, e la vecchia
Intesa Sanpaolo Private Banking, Matteo Colafrancesco lascia la presidenza
dopo essere stato a lungo apprezzato
capoazienda, anche se resta presidente della controllata Sanpaolo Invest. Al suo posto arriva Paolo Grandi, classe 1954 (e che quindi il prossimo anno matura l’età pensionabile), che dal 2013 è chief governance officer di Intesa Sanpaolo e ha altri incarichi. Paolo Molesini, amministratore delegato e direttore generale, classe 1957, viene confermato
e questo è il più importante segno di continuità, così come la permanenza in consiglio, fra gli altri, di Giangiacomo Nardozzi che diventa vicepresidente mentre il cambiamento è rappresentato dalle
new entry Elena David, Daniele Giudici, Marco Lamandini eEliano Lodesani.  Dal 2014 la banca ha realizzato performance ragguardevoli: l’utile netto è salito da circa 580 a quasi 900 milioni di euro, le masse amministrate
da 179 a 214 miliardi di euro, la raccolta netta da poco più di 3,5 a 12,4 miliardi di euro. L’istituto ha conseguito una crescita costante, resa possibile grazie all’impegno, al rigore e alla concretezza di tutti i professionisti. Sono state altresì gettate le basi per un percorso
di crescita sostenibile anche all’estero, grazie alla recente acquisizione della svizzera Banque Morval dalla famiglia Zanon di Valgiurata, per diventare una delle prime cinque private bank in Europa e la seconda nell’Eurozona per masse gestite. L’obiettivo del Piano d’Impresa 2018-2021 prevede infatti un usso di raccolta netta gestita nel quadriennio pari a 54 miliardi di euro, di cui 5,4 miliardi dall’estero, portando l’utile da circa 900 milioni a 1,2 miliardi.
 Carlo Messina, amministratore delegato di Intesa Sanpaolo, punta molto sul wealth management e sull’asset management come motori dello sviluppo della banca. Anche per questo il ricambio nella continuità avvenuto in Fideuram ISPB va letto alla luce di quello che potrà succedere in Eurizon Capital Sgr, la fabbrica- prodotti dell’istituto, guidata con capacità da Tommaso Corcos, che sta facendo un buon lavoro anche da presidente di Assogestioni come dimostrato nell’ultimo Salone del Risparmio. Messina ha uf cializzato l’alleanza imminente di Eurizon Capital Sgr con un big player mondiale
del gestito che Bluerating.comha individuato in BlackRock, il più grande asset manager del mondo
e tra l’altro azionista importante di Intesa Sanpaolo. Che poi questo possa preludere a un accorpamento tra il wealth management e l’asset management della stessa banca è un discorso futuribile. Per ora restiamo alla realtà di augurare buon compleanno a Fideuram: ha 50 anni ma, vista la sua vitalità, proprio non
li dimostra ed è in ottima forma per festeggiare le nozze d’oro con tutto il mondo della consulenza nanziaria italiana.


Non è possibile commentare.

Ti può anche interessare

La Blockchain dell’advice

Ico, Criptoasset, Wallet, Miner, AI: il linguaggio della nuova finanza digitale si sta arricchendo  ...

Soffia il vento della disruption

Nell’aria che si respira si avverte un forte vento di cambiamento: sarà che è in atto finalmente ...

La consulenza finanziaria e quei 5 milioni di famiglie

Il bacino di un "mercato medio”disponibile a essere servito con un’advisory nuova. Ma ci vuole p ...