La PA è un cliente retail

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Fabrizio Tedeschi di Fabrizio Tedeschi30 novembre 2016 | 13:53

Interessante sentenza della corte d’appello di Perugia in merito agli obblighi pre contrattuali nei confronti della PA in materia di servizi d’investimento.

Secondo la corte, in sostanziale conferma d’una decisione del tribunale, l’ente pubblico è un cliente retail. Questo significa che deve sottoscrivere un contratto quadro di servizi d’investimento, con tutte le garanzie richieste dalle norme, prima di procedere alla stipula di contratti derivati.

Senza contratto quadro i singoli contratti devono ritenersi nulli. Aggiunge la corte che la mancanza del contratto quadro comporta l’assenza della indicazione della facoltà di recesso prevista laddove il contratto sia firmato fuori sede da un cliente retail. Questa è un’ulteriore causa di nullità dei contratti stipulati presso la sede comunale (così come presso qualunque altro ufficio pubblico o sede privata che non sia quella della banca proponente). Interessante notare che la corte non ha ritenuto la nomina d’un consulente da parte del comune, con regolare bando pubblico, sufficiente a fare il salto di categoria da cliente retail a professionale. Al contrario la nomina di un consulente esterno all’amministrazione dimostra come all’interno non vi fossero risorse esperte di investimenti e tanto meno di operazioni in derivati. In effetti le operazioni effettuate dal comune non erano investimenti bensì interventi per migliorare il proprio bilancio, piuttosto sofferente come in buona parte delle amministrazioni italiane. Come spesso capita i risultati sono stati negativi e le perdite hanno superato i profitti. Ancora una volta la giurisprudenza supplisce alla politica. Nel Regno Unito una legge ha inibito agli enti pubblici di concludere contratti derivati. In Italia non si è avuto il coraggio di dichiarare inesperta la PA e allora l’ha fatto la giurisprudenza. Se questa sentenza fosse riprodotta in alcuni giudizi in giro per l’Italia (vedi anche Milano), avremmo qualche piccolo beneficio per le casse pubbliche e vedremmo meno banche d’affari straniere in giro per l’anticamera di pubblici amministratori.

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