Tre giorni per la Brexit, tre minuti per il no

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L’editoriale del numero di Bluerating di gennaio 2017

Andrea Giacobino di Andrea Giacobino2 gennaio 2017 | 08:30

“After Brexit, it took three days for markets to shake it off, with Donald Trump it took three hours, with Italy it took three minutes”. Giacomo Campora, direttore generale di Allianz Italia e amministratore delegato di Allianz Bank Financial Advisor, ha pubblicato una nota interna rivolta ai suoi consulenti finanziari e private banker all’indomani del no degli italiani alle riforme del governo Renzi, espresso dal 60% dei voti. “I mercati – ha aggiunto Campora – ci hanno trattato con sufficienza, una scrollata di spalle. Neppure il rispetto che si deve all’ottava economia del mondo (dati Banca Mondiale, ottobre 2016). Scontata la vittoria del No, scontata la difesa di euro e Btp da parte della Bce, stanno a guardare il nostro disastrato settore bancario come se fosse realtà virtuale. Adesso stanno preparandosi alla vittoria del M5S alle prossime politiche e a dimenticarci come già fatto con la Grecia. Lo fanno lasciando che il nostro debito pubblico sia internalizzato (comprato da noi o dalla Bce), le nostre banche ricapitalizzate da noi (bail-out o bail-in poco importa) e che il nostro bizantinismo si sbrogli (semmai) da solo. Diamo loro un paio di mesi e digeriranno anche una nostra uscita dall’euro senza conseguenze”. Le parole di Campora in effetti concludono un anno traumatico per quasi tutti gli appuntamenti politici ma vissuto invece alla grande per i mercati finanziari, proprio mentre si apre un 2017 anch’esso teatro di importanti scadenze che hanno a che fare con i palazzi del potere in Europa, come il doppio voto in Germania e Francia. Al tempo stesso il nuovo anno è atteso, per ciò che riguarda i mercati, ad alcuni punti di svolta a partire dalle politiche delle banche centrali, che a fine del 2016 hanno avuto uno spostamento rispetto al passato, con l’innalzamento dei tassi d’interesse deciso dalla Federal Reserve americana e la diminuzione dell’ammontare di titoli di stato comprati mensilmente dalla Banca Centrale Europea nell’ambito del programma di Quantitative Easing. Cosa significherà tutto questo per i mercati finanziari, gli investimenti e quindi il lavoro dei consulenti? All’interno del numero di gennaio 2017 di BLUERATING troverete una guida ragionata alle opportunità e ai rischi del nuovo anno. Di certo i mercati saranno influenzati non tanto dalle notizie di breve periodo ma dai trend di medio-lungo e in questo le scelte che farà “The Donald” avranno un peso non da poco.

Politiche di stimolo economico, di protezionismo commerciale e di riduzione fiscale verranno messe alla prova da un’amministrazione i cui vertici si stanno riempendo di finanziari di Wall Street e oligarchi della grande industria a stelle e strisce. Ma non è detto che il ricchissimo Zio Paperone sia disposto a salvare lo squattrinato Paperino che l’ha votato. Come non è detto che aver risposto “No” possa davvero accelerare il cambiamento, visto che c’è molto odore di ritorno al proporzionale dove non perde e non vince nessuno. Ma consoliamoci: l’Italia del 2017 è irrilevante.

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