Quelle inutili ispezioni

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Marcello Gualtieri di Marcello Gualtieri31 marzo 2016 | 02:00

Marcello Gualtieri*

Il compito di una authority efficiente dovrebbe essere di prevenire i fallimenti del mercato lasciato a se stesso e senza regolatori. Per capire quello che esattamente non deve fare una authority per assolvere al suo compito basta prendere come esempio la Banca d’Italia e il suo servizio ispettivo.

Le falle nei controlli

Prendiamo il caso di Banca Etruria. L’ultima ispezione si è protratta per 4 mesi: da novembre 2014 a febbraio 2015. La precedente ispezione era durata ancora di più: da marzo a settembre 2013; in proporzione, una analoga ispezione di Unicredit o Intesa SanPaolo sarebbe durata 10 anni. Al termine dell’ultima ispezione le relative contestazioni sono state inviate a dicembre 2015, dopo 10 mesi. Tempistiche incompatibili con qualunque funzione minimamente preventiva; nel frattempo la Banca è stata commissariata ed è intervenuto il Decreto cd “Salva Banche” (mai nome fu più inadeguato). Allora è evidente che esiste un equivoco di fondo: o si vigila per evitare o limitare le crisi, oppure l’authority non serve a niente. Ancora di meno serve se invece di interagire con l’altra authority che sorveglia il mercato finanziario (Consob), tiene secretato il contenuto dei rilievi e se omette di rilevare, senza usare mezze parole, lo stato di insolvenza del controllato.

La scossa europea
Sarà un caso, ma da quando la sorveglianza è passata alla Bce tutta la polvere (per usare un eufemismo) buttata sotto il tappeto sta venendo fuori: non si può non ricordare il caso della Popolare di Vicenza talmente gigantesco che viene da chiedersi come è potuto accadere sotto il naso della vigilanza nostrana.
E qui veniamo al secondo punto dolente: l’imparzialità. Purtroppo Banca d’Italia non è riuscita a scrollarsi di dosso l’immagine di un controllore… controllato dai controllati. Quell’anomalia tutta italiana di una Banca Centrale il cui capitale è posseduto dal sistema bancario. Come spiegarlo ai risparmiatori vittime delle obbligazioni subordinate?
Quello della permeabilità delle authority ai gruppi di potere e alle lobby dei controllati è un tema di generale interesse e non solo italiano sul quale ritorneremo in questa serie di interventi dedicati alle authority.

* Dipartimento di Economia e Finanza, Università Cattolica del Sacro Cuore-Milano

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