L’arte della gestione

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Private di Private30 settembre 2016 | 02:00

Dario Tosetti, patron di Tosetti Value, ha una lunga tradizione di advisory dei patrimoni. A cominciare da quello di Alessandro Del Piero. E tra oro, debito pubblico di alcuni paesi emergenti e azioni europee, suggerisce anche di collezionare fotografie, la sua passione.
Come state proteggendo i vostri clienti dall’effetto Brexit?
Gli investitori che supervisioniamo si sono avvicinati alla data del 23 giugno con portafogli conservativi, basati su elevata liquidità, focalizzazione sui titoli delle aziende di cui siamo convinti, alcune posizioni su strategie alternative, decorrelate dai mercati tradizionali, posizioni di copertura e diversificazione, come dollaro, oro, derivati di pura copertura. I portafogli non sono stati movimentati in maniera significativa poiché, ben bilanciati, hanno avuto un comportamento finora soddisfacente.
Cosa vi chiedono i clienti rispetto al passato?
Quello di sempre: protezione del valore reale del patrimonio, corretta remunerazione rispetto al grado di rischio del programma d’investimento. È ovviamente parecchio cambiato negli anni il contesto di riferimento in cui si pongono questi obiettivi, soprattutto per quanto riguarda i tassi d’interesse.
Dove si trova valore oggi?
La decisione popolare inglese si è riflessa sui mercati determinando un drastico calo della propensione al rischio degli investitori. I rendimenti dei titoli di Stato Usa (considerati asset sicuri) sono diminuiti di oltre 30 pb lungo tutto lo spettro delle scadenze. Il decennale di Washington rende oggi circa l’1,4%, valore identico al minimo storico raggiunto a metà 2012 durante l’attuazione del QE da parte della Fed. Nonostante l’ondata di avversione al rischio degli ultimi giorni, le curve dei tassi di molte economie emergenti sono migliorate e le rispettive divise si sono apprezzate contro dollaro e soprattutto euro.
In tema azionario?
Le valutazioni dell’equity europeo sembrano interessanti dopo il recente violento storno. L’andamento di tale asset class, tuttavia, dipenderà nel prossimo futuro dall’aggiornamento delle stime di crescita continentale e globale e soprattutto dal modo in cui sarà affrontato il problema degli NPL bancari.
In termini generali, come va costruita un’asset allocation?
Va impostata caso per caso in funzione di diverse variabili. Alcuni accorgimenti tattici sono preferenza per la liquidità; stare sui nomi su cui si ha la maggiore fiducia; diversificare con asset decorrelati e che possano svolgere una funzione di hedge all’interno del portafoglio.
Come si tratteggia il vostro multifamily office?
Supervisioniamo il patrimonio di 51 famiglie distribuite in 19 province italiane per 4,4 miliardi di euro. Curiamo il loro rapporto con le istituzioni bancarie attive. Poi ci occupiamo di formare le nuove generazioni. Trattiamo gli eredi che siedono nei board delle aziende in modo personalizzato.
L’arte è un asset di diversificazione. Come vi muovete su questo fronte?
Abbiamo all’interno una competenza per aiutare i clienti a scegliere i consulenti giusti e cerchiamo di dialogare con le famiglie affinché riescano a fare ordine nei loro acquisti. Se ne occupa mia figlia Giulia che ha lavorato a Londra in una galleria d’arte. Ci sono famiglie dove l’arte è entrata come cultura da generazioni e li il nostro ruolo è di condividere delle esperienze mentre ce ne sono altre che invece vanno instradate da zero. Trimestralmente ospitiamo mostre di fotografia nel nostro spazio.
Lei ama l’arte?
Ho iniziato vent’anni fa, appassionandomi alla fotografia e all’arte in generale. Così, ho preso un consulente che mi ha aiutato a orientarmi in quel mondo e mi sono subito appassionato. La fotografia consente di fare collezioni con investimenti relativamente accessibili. Sono anche diventato promotore di Camera, il centro italiano per la fotografia di Torino. Inoltre, quando sono a Londra o New York, cerco sempre di partecipare alle aste.
Quali sono le sue passioni?
In pittura adoro l’impressionismo francese. Mi piace molto viaggiare per lavoro e per piacere; la mia vita è sempre stata accostata all’attività internazionale. Infatti giro il mondo per incontrare economisti e gestori. Poi mi piacciono gli sport come sci, tennis, pallacanestro, calcio. Sono da 19 anni advisor di Alessandro Del Piero.

Francesca Vercesi

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