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Stati Uniti e il rilancio economico

di Cole Kendall

Ultimo aggiornamento : 13-01-2009 19:30
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I dati macro continuano ad evidenziare una contrazione dell'economia Usa; l'indice delle ore lavorative segna un calo del 7,5% nel 2008 in linea con le previsioni di un calo del 5% per il GDP reale. Nonostante il piano varato dal Congresso e i radicali tagli al costo del denaro, le previsioni sul recupero dell'economia americana rimangono a tinte fosche.

Il Presidente neo eletto (il prossimo 20 gennaio l'investitura ufficiale a Washington) sta portando avanti due campagne separate: sul fronte della politica estera (il conflitto tra Israele e Palestinesi) Obama non si è ancora pronunciato in attesa che la situazione si dipani; sull'economia, invece, il Presidente eletto sta già occupando a pieno la scena politica.

I consiglieri di Barack stanno incontrando uno a uno tutti i leader del Congresso, e lo stesso Obama parla a radio e tv per spiegare agli americani quanto la situazione sia complicata e perché la gente deve sostenere in ogni modo il piano per il rilancio dell'economia.

Così come accaduto ai suoi successori, Obama, una volta arrivato a Washington, si è meravigliato  di quanto fosse complicata la situazione e ha dovuto 'rinunciare' a diverse promesse fatte incampagna elettorale (come per esempio porre fine alla politica fiscale lassista di Bush e aumentare subito le tasse per i grandi contribuenti, così da finanziare le nuove spese con il maggior gettito fiscale).

In aggiunta, la nuova amministrazione Obama, ha proposto livelli di spesa che non si sono mai visti negli ultimi quarant'anni (il rapporto deficit/GDP ha toccato il record del 6% nel  lontano 1983).

Ora il presidente Obama sta affrontando il vero test: lo scontro politico con i Democratici al Congresso, zeppo di politici eletti per decenni e che rimarranno al Congresso per molto più tempo di quanto potrà durare l'amministrazione Obama.

Alcuni vedono il nuovo Presidente come una persona piacevole i cui piani però non vengono sempre condivisi; per esempio ci si aspetta lunghi dibattiti intorno alla definizione di “shovel-ready” (si tratta di  progetti infrastrutturali che possono partire non appena vengono stanziati i capitali necessari; negli Stati Uniti esiste una lunga attesa prima che un progetto venga approvato e posata la prima pietra, questo a causa dei possibili impatti ambientali, gli effetti sulla comunità cittadina circostante e vi di seguito. Obama ha detto di voler approvare tutti i progetti shovel-ready che dispongono già dei capitali necessari alla loro realizzazione).

Nella foto a fianco il rendering di un progetto Shovel Ready per la città di Vancouver.

Una volta che il Congresso avrà approvato i piani di Obama e verranno spesi primi soldi, ci si aspetta che il Presidente riprenda a parlare di economia, sottolineando la rapidità del rilancio economico legato ai suoi progetti.



Le informazioni contenute in bluerating.com si basano su fonti ritenute attendibili, non ne possiamo tuttavia garantire l'assoluta esattezza o veridicità. Le opinioni espresse nei contributi giornalistici possono essere modificate senza preavviso e sono redatte a solo scopo informativo e non costituiscono sollecitazione al pubblico risparmio. Chiunque ne faccia un uso diverso da quello per cui sono state pensate se ne assume la piena responsabilità.


Tag
Barack Obama - Stati Uniti



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