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Cyber security: un settore promettente o semplice bolla mediatica?

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Cyber security: un settore promettente o semplice bolla mediatica?

Produttori di antivirus, di sistemi contro la pirateria informatica, sviluppatori di software e di hardware per la protezione delle reti.  Sono soltanto alcune delle attività che compongono il variegato settore della Cyber Security e che hanno buone probabilità di fare una montagna di utili nei prossimi anni.

Mentre molti governi e molte aziende stanno investendo nella Cyber Security per combattere le reti del terrorismo internazionale nate e prosperate anche grazie a internet, gli analisti di PricewaterhouseCoopers (PwC) calcolano che gli incidenti informatici siano cresciuti negli ultimi anni come un fiume in piena: dai 3,4 milioni di casi del 2009 si è passati ai 42,8 milioni del 2015, con un tasso di incremento del 66% annuo.

Tirando le somme, i crimini cibernetici costano all’intero sistema economico mondiale una cifra di 400 miliardi di dollari all’anno. Per questo, secondo le stime degli analisti, nel 2016 il giro d’affari mondiale della Cyber Security ha superato i 75 miliardi di dollari e ha buone chance di crescere fino a 100 miliardi entro il 2020.

Di conseguenza, nella comunità finanziaria, c’è chi ha messo gli occhi sui titoli delle aziende che producono sistemi software e dispositivi hardware che combattono e prevengono i cyber crimini e aumentano la sicurezza informatica nonché su tutti gli strumenti finanziari collegati al business di questo promettente settore.

Ma c’è anche chi pensa che si tratti di attenzioni un po’ troppo esagerate, con il conseguente rischio di far scoppiare una bolla mediatica e speculativa sulla Cyber Security. Ecco allora che vale la pena di porsi un interrogativo. Cyber Security: un settore promettente o semplice bolla mediatica?

Andrea Telara, redazione BFC