Schieppati (Bnp Paribas Am): “Qui il lavoro è un gioco di squadra”

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Le politiche delle risorse umane all’interno dell’asset manager francese.

Francesca Vercesi di Francesca Vercesi29 giugno 2018 | 09:12

Ciascuna perfomance individuale è possibile soltanto grazie a un gioco di squadra. La pensa così Claudio Schieppati (nella foto), responsabile delle 
risorse umane di Bnp Paribas Asset Management, che descrive la logica che oggi governa la gestione del personale all’interno della sua società. Il settore del risparmio gestito è sempre stato infatti caratterizzato da uno spirito competitivo e da un’elevata dose di individualismo. Ma oggi, “in un mercato sempre più complesso e connesso dove diventa via via più rilevante il ruolo dei regulator locali e globali, è ormai evidente quanto sia fondamentale che il cliente percepisca le strutture dell’asset management come una grande orchestra capace 
di valorizzare le specificità dei singoli, all’interno però di un contesto di elevata collaborazione”, dice Schieppati, il quale tiene a sottolineare alcuni elementi fondamentali che oggi caratterizzano la cultura aziendale del gruppo in cui lavora. “Il cliente è al centro della nostra attività: sia quella che si rivolge all’esterno che quella che opera all’interno”, continua ancora il manager, specificando che gli obiettivi delle risorse umane di Bnp Paribas AM sono legati innanzitutto “alla qualità della relazione e alla capacità di generare un valore”. Nelle attività esterne, ciò significa “misurare la qualità della vendita in termini di nuova raccolta ma anche di indicatori di retention dei clienti”.

SPAZIO ALLA MOBILITÀ – Nelle attività interne, invece, questa cultura aziendale si traduce in una “valutazione delle responsabilità dei manager, con focus particolari sulla capacità di sviluppare le risorse, di essere aperti ai processi di mobilità, di favorire l’innovazione”. Schieppati ricorda poi alcuni aspetti che caratterizzano la gestione del personale all’interno 
di tutto il gruppo Bnp Paribas e non soltanto nell’area dell’asset management. “Abbiamo una serie di practice legate 
alla valorizzazione delle risorse”, dice, “e da quest’anno, in particolare, abbiamo introdotto dei nuovi strumenti che mettono i nostri collaboratori al centro
dei processi hr (cioè di human resources, n.d.r.)”. Con questa metodologia è il collaboratore a decidere come muoversi all’interno della società di appartenenza o dell’intero gruppo, in Italia e all’estero.

È il personale infatti che può identificare
i suoi percorsi di formazione e le opportunità professionali in funzione dei suoi interessi, seppur in un contesto di condivisione con il manager di riferimento.

WELFARE AZIENDALE – Inoltre, Bnp Paribas ha sviluppato un sistema di valutazione che è orientato non soltanto all’espressione di un giudizio sulla prestazione annuale o infrannuale delle risorse umane, come avveniva
 nel passato. Il nuovo sistema è infatti maggiormente orientato a una logica del feedback continuo nel corso dell’anno.

Non vanno poi dimenticati altri strumenti di gestione delle risorse umane basate sulla flessibilità della prestazione lavorativa: “Oltre il 50% dei nostri collaboratori opera in smart working”, aggiunge Schieppati, che ricorda anche la presenza nell’azienda di alcuni punti qualificanti della gestione delle risorse umane come “un piano di welfare legato ai premi di produttività e l’attenzione prestata al tema dell’inclusività”.

Per quel che riguarda le remunerazioni, invece, l’hr manager di Bnp Paribas AM ricorda che le policy del gruppo sono molto attente ai contesti normativi internazionali ma tengono conto di
 molte specificità locali. C’è stata per esempio l’introduzione di policy molto avanzate in materia di compliance e risk management in base alle quali
 le remunerazioni variabili non devono esporre la società e i suoi collaboratori a un rischio eccessivo. Di conseguenza, la parte variabile della remunerazione è una delle componenti dei pacchetti retributivi della società ma non quella prevalente. Inoltre, una volta superati determinati parametri, viene privilegiata la logica del differimento retributivo rispetto a quella della remunerazione cash.


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