Assicurazioni – per AIBA la Bersani non si tocca

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Avatar di Marcella Persola 9 Febbraio 2009 | 10:38
Anche AIBA scende in campo contro gli emendamenti che modificherebbero l’impianto legislativo della legge Bersani. Il presidente Paparella scrive ai senatori chiedendo ufficialmente un’audizione per poter spiegare la posizione dell’associazione da lui presieduta.

Anche AIBA (Associazione Italiana Brokers di Assicurazioni e Riassicurazioni) interviene nel dibattito suscitato intorno agli emendamenti presentati dal senatore Cursi che reintrodurrebbero la poliennalità dei contratti di assicurazione, attualmente in esame presso la Commissione Industria, Commercio, Turismo del Senato.

Il presidente di AIBA, Francesco G. Paparella ha scritto una lettera firmata ai senatori membri della Commissione, in cui sottolinea che questi emendamenti “riporterebbe il nostro Paese – unico in Europa – alla situazione precedente, basata sui contratti di lunga durata a danno del consumatore, cui verrebbe di fatto impedito il diritto fondamentale di mutare Compagnia e contratto in ragione delle proprie esigenze”. “Questo, oltre ad essere penalizzante per gli assicurati”, scrive Paparella, “inciderebbe in modo rilevante sulla libera circolazione dei servizi assicurativi e sulla qualità del servizio”. Inoltre, “la lunga durata dei contratti, cristallizzando il mercato, ha l’effetto di restringere o comunque alterare la libera concorrenza”.

Nella lettera il Presidente dell’AIBA ricorda il principio stabilito dalla Legge Bersani (n. 40/2007): il consumatore deve essere libero di scegliere, in ogni momento, sia la compagnia con la quale assicurarsi, sia l’intermediario del quale avvalersi. Un contratto di assicurazione di durata poliennale, oggi può essere rescisso annualmente; mentre, in precedenza, la polizza poteva avere addirittura una durata decennale, vincolando l’assicurato senza alcuna possibilità di recesso.

Invece secondo l’emendamento, l’assicurato avrebbe la facoltà di recedere annualmente da un contratto poliennale “che sia stato in vita per almeno cinque anni”. La disdicibilità diventerebbe quindi possibile soltanto dopo sei anni (cinque di operatività del contratto e uno per la disdetta).

“Sorprende”, scrive infine l’AIBA, “che l’emendamento in oggetto sia stato presentato da esponenti di uno schieramento politico che ha fatto della libertà di mercato, seppur controllata, un elemento del proprio programma sul quale ha ricevuto la fiducia della maggioranza degli italiani.”

E in conclusione il presidente chiede un incontro ufficiale per poter mettere in luce tutte le argomentazioni a favore della legge Bersani.

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