Promotori finanziari – A rischio il futuro della professione

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di Marcella Persola 13 Febbraio 2009 | 09:42
Manager incapaci, mandanti che assumono atteggiamenti repressivi, clienti sfiduciati e mercati in crisi. E’ questa la situazione che raccontano e vivono alcuni lettori/promotori finanziari a bluerating.

L’articolo sui guadagni dimezzati da parte delle reti di promotori finanziari, che in alcuni casi sono crollati addirittura del 75%, ha suscitato molte polemiche e critiche. A leggere i commenti e le lettere che sono giunte alla redazione, sembra che si sia arrivati proprio a una svolta. E come sempre è nei momenti di difficoltà che si riflette sul futuro. Un futuro che per alcuni citiamo testualmente «è andato avanti per inerzia e basato sull’ignoranza dei clienti, che dieci anni fa non capivano le mosse dei promotori». Oggi invece i clienti sono cambiati, ma se si fidano così poco dei loro advisor avranno pure qualche ragione?

Per alcuni lettori «Siamo giunti al capolinea. Non si può pensare di continuare a fingere che l’attività del promotore finanziario sia quella del 2000». Per altri è necessario rivedere il sistema distributivo e di costi e la remunerazione dei promotori finanziari. «Occorre che la remunerazione sia calcolata in percentuale sui margini che le banche ricavano dai clienti e non su una sola parte delle commissioni» suggerisce un lettore.

Per altri ancora la colpa è soltanto dei manager o delle mandanti, desiderose soltanto di generare utili, che secondo un lettore: «adottano politiche “disincentivanti”, caratterizzate da riduzione dei compensi, atteggiamenti repressivi e managerialità che si è venduta l’anima». Come dire che in tempi di vacche grasse sono tutti bravi a fare i manager.

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