Jackfly, la resa dei conti

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di Redazione 13 Febbraio 2009 | 16:00
La professione dei promotori è difficile. E questo è ormai assodato. Ma che fosse anche pericolosa non tutti lo sapevano. Fino a quando non è stata raccontata la storia di Giacomo La Mosca, protagonista del romanzo JACKFLY. Da oggi lo potrai leggere on line su Bluerating.com

JACKFLY (51a  Puntata)

«Mancini, non rivoltiamo la frittata. Qui non sono io che non mi informo, siete voi che non mi tenete aggiornato.»
«Ma si rende conto di quel che dice? Guardi, lasciamo perdere. Le farò inviare il prospetto. Anzi, no…» Mancini si volta verso l’avvocato Sturli, che anche quella volta è al suo fianco.
«Insomma, avrà tutte le informazioni che le servono.»
«Mancini, si risparmi la fatica. Mi sono già informato per conto mio e le dirò la verità. Io queste Niscagi le proporrò solo a pochissimi clienti. Dev’essere gente che ama il rischio, che è interessata al comparto bio. Insomma a occhio e croce…» e fai finta di pensarci «…ne avrò un paio.»
«È così che la mette, La Mosca?» Mancini lancia uno sguardo tagliente nella tua direzione. Poi si volta verso l’avvocato Sturli e i due si sussurrano qualcosa all’orecchio.
«D’accordo» riprende Mancini, «cambiamo argomento. L’andamento delle azioni della Nattan è abbastanza soddisfacente…»
«… in particolare per chi le possiede» si sente dire dalla tua voce. Ma che ti prende? Le vacanze non ti hanno fatto rilassare? Con chi ce l’hai? Te la vuoi prendere proprio con Mancini? Pensi proprio che il contratto che hai firmato ti tuteli da tutto? Che ti permetta di dire tutto quel che ti salta in testa?

«Senta, ingegner La Mosca, adesso basta. Noi siamo qui per lavorare, non per sopportare le sue continue interruzioni.»
«Ah, perché la faccenda delle azioni che dovevate…»
«Non è questo il momento. La questione non è all’ordine del giorno, la prego!»
«E certo che non è all’ordine del giorno. Non mi aspettavo che lo fosse.»
«Allora lasci perdere!»
«Allora lasci perdere un bel niente, Mancini. Non potete fare sempre come se niente fosse successo!»
«Infatti non è successo niente» interviene l’avvocato Sturli. La sua voce diffonde il gelo.
«Ingegner La Mosca, lei ha mille ragioni per tacere, sa? Se non altro perché è un privilegiato. Quindi, se ha intenzione di partecipare alla riunione in modo positivo, resti. Altrimenti, può anche andarsene.»
Scruti le espressioni dei tuoi colleghi. Tutti ti fissano: se non altro perché sei un privilegiato. O chiarisci in che cosa consiste questo privilegio, oppure desisti e te ne vai.

Forse anche lì hai commesso un errore, Jack. Se volevi avere gli altri dalla tua parte, avresti dovuto dir loro tutto. Un leader non può avere scheletri nell’armadio per i suoi seguaci. Avresti potuto dire: «Certo, sono riuscito ad avere un contratto interessante. Ma anche voi potete fare come me».
Invece ti sei alzato e te ne sei andato. Mentre Mancini, guardandoti uscire dalla sala, commentava: «Se ne va. Meglio tardi che mai». Ti ricordi di averlo sentito o no?

..continua…                    leggi le puntate precedenti          

*tratto dal romanzo JACKFLY 
(www.jackfly.netdi Nicola Scambia (www.nicolascambia.net)

 

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