Jackfly, rabbia e rancore

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di Redazione 19 Febbraio 2009 | 16:15
La professione dei promotori è difficile. E questo è ormai assodato. Ma che fosse anche pericolosa non tutti lo sapevano. Fino a quando non è stata raccontata la storia di Giacomo La Mosca, protagonista del romanzo JACKFLY. Da oggi lo potrai leggere on line su Bluerating.com

JACKFLY (55a  Puntata)

Milano, casa di Céline Daccò
Ore 17.15 del 22 settembre

Resistere al dolore, trovare un senso, cercare di capire. Uscire come un forsennato, un disperato, e volare a casa di Céline. Che non dovrebbe esserci, sono solo le cinque del pomeriggio, invece c’è. Irrompere dentro e prendersela con qualcuno. Con lei. Che apre la porta con un sorriso fantastico mentre si strofina i capelli con l’asciugamano, ed è nuda. Ma tu, Jack, non la guardi nemmeno:
«Complimenti, mi hai messo in un bel casino».
«Cosa c’è?»
«Cosa c’è? C’è che per seguire il tuo consiglio mi hanno licenziato.»
«Come ti hanno licenziato? Che vuoi dire?»
«Quel che ho detto. Praticamente, mi hanno licenziato. Mi hanno tolto tutto quello che ho costruito in tanti anni. Da oggi sono semplice promotore finanziario.»
Céline si chiude la porta alle spalle e resta con l’asciugamano in mano.
«Siediti un attimo. Vado a mettermi qualcosa addosso e ne parliamo.»
Ti togli la giacca, slacci il colletto e allenti la cravatta. Ti lasci sprofondare nel divano. È in questi momenti che uno si sente addosso tutti i suoi cento chili e passa. Céline, prima di
tornare in bagno, passa dal frigo, tira fuori una bottiglia d’acqua e una di succo di pompelmo, prende un bicchiere, mette tutto su un vassoio e lo poggia sul tavolino che hai davanti a te.
«Intanto calmati.»
Tu bevi, sudi, cominci a raccontare, parlando quasi da solo, a Céline che è nell’altra stanza. Sei un fiume in piena. «E poi, sai qual è la ciliegina sulla torta?»
Céline torna in soggiorno. Ha una maglietta, gli shorts e ti si siede di fianco.
«Dimmi.»
«Che mi cacciano dal mio ufficio.»
«Ma non è possibile! Non è tuo?»
«Certo, l’ufficio è mio, ma se ti ricordi, l’ho affittato alla banca fino al 2010 per ricavarne le rate del mutuo. Così hanno il diritto di cacciarmi dal mio ufficio perché sono i locatari. A nessun promotore finanziario in Nattan, nemmeno al più scarso, è mai stato riservato questo trattamento.
Questa volta hanno superato ogni limite.»
«È incredibile. Vieni qua, amore mio, lasciati abbracciare.»
Ti divincoli. Non vuoi essere abbracciato. Vorresti soltanto mordere.
«Lasciami stare, se sono in questo pasticcio, la colpa è anche tua.»
«Ma cosa stai dicendo?»

..continua…                    leggi le puntate precedenti          

*tratto dal romanzo JACKFLY 
(www.jackfly.netdi Nicola Scambia (www.nicolascambia.net)

 

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