Jackfly, sogno o realtà?

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di Redazione 24 Febbraio 2009 | 16:00
La professione dei promotori è difficile. E questo è ormai assodato. Ma che fosse anche pericolosa non tutti lo sapevano. Fino a quando non è stata raccontata la storia di Giacomo La Mosca, protagonista del romanzo JACKFLY. Da oggi lo potrai leggere on line su Bluerating.com

JACKFLY (57a  Puntata)

Come ogni venerdì, Mancini ha l’abitudine di pranzare con tutti i più fedeli collaboratori, Giorgio, l’avvocato Sturli, Esposito, al ristorante di fronte alla Nattan Bank.
Entri e ti avvicini al tavolo di Mancini.
«Buongiorno signori, posso disturbarvi un istante?»
«Ingegner La Mosca» replica Mancini, che nonostante sia seduto riesce a guardarti come sempre dall’alto in basso, «scusi, ma dobbiamo discutere di alcune faccende riservate. Se vuole si può vedere dopo con Salutti.»
Stringi i denti. Abbozzi un sorriso: «Signori, sono venuto per chiedervi scusa». Mancini posa sul piatto la coscia di pollo che stava sbranando. È sorpreso: «Ah, bene. Era ora».
«Vuoi dire che accetti le nostre condizioni?» aggiunge Salutti. «Bene. Vedrai che anche come promotore finanziario
avrai le tue soddisfazioni.»
«Sicché non ci fa più causa?» incalza l’avvocato Sturli. «Mi stupisce, in fondo. Le cause le fanno gli stupidi, e lei…»
«E lei, Esposito, non ha niente da dire al nostro buon Jack?
Il figliol prodigo» aggiunge Salutti.
Ma Esposito tace.
Allora riprendi. La tua voce è calma, tranquilla, tagliente:
«Signori, forse ci siamo spiegati male. La cosa per cui vi chiedo scusa devo ancora farla».
Estrai la Beretta 98 che hai comprato dall’armaiolo. Ognuno cerca di nascondersi come può. Ma freddi tutti e quattro. Finisci Mancini con un colpo alla testa ed è il rimbombo del colpo di pistola che ti sveglia, sul sedile della tua auto, in un bagno di sudore.
Apri lo sportellino del cruscotto, ne estrai un sacchetto di plastica, lo svolgi, ci guardi dentro. La pistola c’è. Nel sogno era più grande, più pesante. È curioso che un oggetto così minuscolo, ridicolo, possa distruggere una vita. La soppesi a lungo tra le mani, te la rigiri, la guardi.
Esci dalla macchina. Ti stiracchi, ti sgranchisci un po’ le gambe. Non c’è nessuno in giro. Potresti prendere la pistola e gettarla in un cestino dell’immondizia. Nessuno se ne accorgerebbe e tu ti libereresti di un potenziale di guai non indifferente.
Poi, però, ci ripensi. E se qualcuno ti vedesse? E se qualcuno mettesse le mani nel cestino e la trovasse? Se riuscissero a risalire a te dalle tue impronte? E se il negoziante ti ha denunciato alla polizia? E se questa pistola ha ucciso qualcuno e se la prendono con te? Chissà… Forse è meglio tenerla, per adesso. Si vedrà.
Così ci hai ripensato e l’hai rimessa nel cruscotto. Un altro peso di cui non riesci a liberarti.

..continua…                    leggi le puntate precedenti          

*tratto dal romanzo JACKFLY 
(www.jackfly.netdi Nicola Scambia (www.nicolascambia.net)

 

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