Albo dei consulenti, l'accesso è riservato

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di Matteo Chiamenti 18 Febbraio 2009 | 16:40
Ecco spiegati i motivi per i quali i consulenti finanziari indipendenti sono gli unici soggetti dotati dei requisiti necessari per accedere al nascituro Albo.

Finalmente qualcuno fa chiarezza sull’Organismo dei Consulenti Finanziari. Esiste un unico soggetto dotato dei requisiti necessari per iscriversi all’Albo dei Consulenti Finanziari, ed è il consulente finanziario indipendente. A ribadirlo è Nafop, l’associazione nazionale dei consulenti finanziari indipendenti presieduta da Cesare Armellini, secondo la quale “occorre distinguere tra le diverse figure professionali, ognuna con la sua dignità e specificità, che svolgono attività differenti sul mercato. Molti operatori del settore ritengono di conoscere la consulenza indipendente e sono convinti già di prestare questo servizio, ma non è così”.

Dopo questa dichiarazione, focalizziamo la nostra analisi sulle peculiarità del servizio di consulenza. La prima attività messa in atto dal consulente indipendente è l’analisi delle condizioni (commissioni di negoziazione, tasso attivo e passivo, spese varie, ecc.) applicate al cliente dalla sua banca fisica (sportello tradizionale) e/o online. Naturalmente sarà necessario un intervento volto a ridurre tutti i costi a carico dell’investitore e, se ciò non fosse possibile, sarà necessario indicare uno o più intermediari alternativi, che offrano delle condizioni migliori e maggiore trasparenza.

Viene da domandarsi se questo servizio possa essere offerto da una figura professionale legata ad una banca o ad una rete di vendita; secondo Nafop, in materia di mutui e finanziamenti, grazie all’azione del consulente finanziario indipendente (pur rimanendo con lo stesso istituto di credito nella stragrande maggioranza dei casi), si ottengono notevoli riduzioni degli spread applicati e quindi una conseguente riduzione degli importi delle rate da versare.

Per Napof è chiaro come non sia possibile prestare un servizio di consulenza indipendente se si è remunerati da un terzo soggetto (banca o rete i vendita).
Con l’avvio del nuovo Albo, promotori finanziari e dipendenti bancari la cui aspettativa di esercitare una professione consulenziale è stata spesso disattesa, persone effettivamente orientate al “solo” interesse del cliente, possono adesso lasciare le strutture di vendita per capitalizzare le esperienze maturate ed intraprendere la libera professione.

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