Il segreto dei Della Robbia

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Stefano Porrone di Stefano Porrone 23 Febbraio 2009 | 16:30
Un’idea geniale per i primi anni del Quattrocento quella di applicare alla scultura monumentale fittile il rivestimento di smalto che rendeva le opere eterne, inattaccabili da qualsiasi agente atmosferico.

Una ricetta magica, irriproducibile sia artigianalmente sia industrialmente, tutt’ora allo studio degli esperti: ricercatori del Louvre stanno analizzando i composti dell’argilla e gli smalti utilizzati nella bottega fiorentina per risalire al dosaggio degli elementi.

Parlare dei Della Robbia significa parlare di Rinascimento. L’operosa attività di questa grande famiglia di artisti, in tutta la sua multiforme e corale vicenda, copre infatti un arco di tempo che dai primi decenni del Quattrocento  si spinge ben oltre la seconda metà del Cinquecento: più di cento anni che segnano in modo indelebile tutta la moderna cultura occidentale.

La mostra che si è aperta il 21 febbraio 2009 ad Arezzo, presso la sede del Museo Statale d’Arte Medievale e Moderna, sarà dunque l’occasione per ripercorrere intrecci, relazioni, contesti e soprattutto per evidenziare quel dialogo serrato tra le Arti che connotò questo cruciale periodo artistico, qualificando in modo esemplare la peculiarità espressiva e tecnica dell’arte robbiana.

Non solo il poliedrico e affascinante percorso della terracotta invetriata nel Rinascimento – dai prodromi della geniale “invenzione” di Luca della Robbia alla straordinaria diffusione di questa “arte nuova, utile e bellissima” – ma soprattutto, per la prima volta in mostra, il suo incessante e fecondo “dialogo” con le “tre arti sorelle” (scultura, pittura e architettura) e con il variegato mondo delle “arti decorative” (maioliche, porcellane, mosaici, vetri, smalti, oreficerie, tarsie, pietre dure etc.).

La terra dunque diventa smalto, la scultura si mescola alla pittura, dialoga con l’oreficeria e coglie i bagliori dei cristalli di rocca e dei mosaici nei “ghiribizzi” dei Della Robbia, artefici e interpreti di una nuova arte, connubio di creatività, ingegno tecnico e sapienza artigiana, la cui formula originale fu per anni tenuta tenacemente segreta. Accanto alle straordinarie realizzazioni della famigli della Robbia, in mostra appaiono come d’incanto opere di altri protagonisti del rinascimento fiorentino quali, Donatello, Ghiberti e brunelleschi, Perugino, Antonio Rossellino, Andrea del Sarto, Pisanello e Filippo Lippi.

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