Jackfly fa pace

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Avatar di Redazione 3 Marzo 2009 | 16:00
La professione dei promotori è difficile. E questo è ormai assodato. Ma che fosse anche pericolosa non tutti lo sapevano. Fino a quando non è stata raccontata la storia di Giacomo La Mosca, protagonista del romanzo JACKFLY. Da oggi lo potrai leggere on line su Bluerating.com

JACKFLY (62a  Puntata)

Milano, Studio legale Orsenigo
Ore 11.00 del 27 settembre

«Oh, amore mio, scusami, scusami.»
«Accipicchia! Lei chi è, scusi?»
«Babbo Natale.»
«Interessante. Ma mi faccia capire. È in ritardo di nove mesi o in anticipo di tre?»
Sei comparso davanti all’ufficio di Céline con un enorme pacco rosso, dietro il quale ti nascondevi. La sua segretaria ha sgranato gli occhi, i colleghi e le colleghe del suo studio hanno ridacchiato. Céline, lei non si imbarazza mai. Ti fa strada nel suo ufficio sorridendo divertita e… innamorata?

«Beh, allora, a che devo tutto questo?»
«Apri, apri…»
Scarta il pacco, dentro c’è un’altra scatola, dentro la seconda scatola c’è un sacco di iuta, dentro il sacco di iuta c’è della carta, poi della paglia e, in mezzo a tutto questo trambusto, un sacchetto di plastica e, dentro il sacchetto, la pelliccia ecologica che le hai comprato una settimana fa. Poi ti salta in braccio: «È bellissima! Ed è proprio del color prugna che mi piace».
«Com’è che l’ha chiamata la commessa? Trasudeciuc.»
Céline scoppia a ridere. «Sai cosa vuol dire?»
«No.»
«Sono più milanese io di te, nonostante viva in questa città da meno tempo.»
«No, è che sei solo più intelligente.»
«Allora, lo sai cosa vuol dire tra sü de ciuc?»
«No.»
«Vomito di ubriaco.»
«Bleah, sicché io ti avrei comprato una pelliccia color vomito di ubriaco e, per di più, a te piace?»
Lei ride. È proprio contenta di vederti.
«Ehi, ehi, ehi… ma cosa devi farti perdonare? Devi averla proprio fatta grossa!»
Allora tu ti fai piccino, fai la boccuccia a scucchia e, prendendola tra le tue braccia, le sussurri: «È che ti ho trattata male, e per di più ingiustamente. Ma devi capirmi. Sono esasperato. Ho una rabbia dentro che mi sembra di impazzire».
«Guarda che ti ho capito. E ti ho anche perdonato.»
«Oh, Madonna!»
«Vabbè che sono abituata a elargire grazie, ma non c’è bisogno di esagerare…»
«Ma no, mica dicevo a te… È che mi sono ricordato appena adesso che ho un appuntamento immediatamente.»
«Ah, te ne vai? Come al solito.»
«Scherzetto! No, sono tutto per te, per tutta la vita. O, almeno, fino a domani mattina…»
«Senti, Jack, calmati perché stai diventando molesto. Racconta, piuttosto.»
E tu le fai provare la pelliccetta, vorresti che la provasse sulla pelle nuda, ma lì in ufficio non è il caso. Céline ride, tu ridi, saresti quasi felice se, ogni tanto, non sentissi quella fitta gelida proprio in mezzo al petto. Le racconti dell’avvocato, con un po’ di imbarazzo, ma lei è davvero magnanima e non fa commenti sul fatto che non ti sia rivolto a lei neanche per un consiglio.

«Visto che non sono la tua avvocata, e se mi prometti che ti dimenticherai subito di avermi sentito parlare, ti do un consiglio confidenziale.»
«Sentiamo.»
«Potresti cercare di registrare qualche telefonata tra te e i vertici della Nattan. Chissà che non ne venga fuori qualcosa.»
«Sì, mi pare una buona idea» replichi tu. «Tanto più che l’attrezzatura ce l’ho già.»
«Però vacci piano. Queste sono cose delicate e per di più ti possono mettere nei guai.»
«D’accordo, vostro onore. Andiamo a pranzo?»
«A quest’ora? Sono le undici del mattino.»
«Allora facciamo l’amore.»
«Ma Jack! Devo lavorare, io.»

Tu ti rabbui per un istante: «Eh già, tu non sei disoccupata come me».
«Non fare il cretino!» Céline ti dà un bacio sulla guancia mentre va ad appendere la pelliccia sull’attaccapanni e si avvia a sedersi di nuovo sulla sua scrivania. «Piuttosto, avevi anche tu un lavoretto da fare per me, ricordi?»
Per un istante non ci hai creduto neanche tu, ma hai dato la risposta giusta. Del resto, avevi studiato.
«Certo che ricordo. La signora Brambilla, no?»
«Ah, ma oggi vuoi stupirmi con effetti speciali e colori ultravivaci…
»
«Beh, ascolta cos’ho trovato. Incredibile, il sciùr Brambilla ha messo su un trust con sede nelle Isole del Canale. E, non ci crederai, ma indovina chi è il trustee?»
«No, non dirmelo…»
«Te lo dico eccome. Anzi, dimmelo tu.»
«La Nattan Bank?»
«Bravissima.»
«E come hai fatto a scoprirlo?»
«Non è che ci volesse molto. Fin qui è tutto alla luce del sole. Chiunque può creare un trust e l’operazione, in sé, non solo non è riservata, ma, in un certo senso, va proprio pubblicizzata. Solo così, infatti, puoi ottenere quei benefici di immagine che le sono direttamente collegati.»
«Ad esempio?»
«Spiazzare i creditori. Se non hai più nulla, i creditori mollano.»
«E metti anche a tacere una moglie che reclama i suoi diritti…»
«Beh, vedila così. Comunque al bello ancora non sono arrivato. Di sicuro dev’esserci di mezzo lo studio Sturli. Ora, bisognerebbe indagare su chi sono i beneficiari del trust. È lì che potremmo scoprire cose interessanti.»
«Ma come possiamo fare?»
«Beh, nelle mie condizioni di fuoriuscito ed esiliato, non lo so con esattezza, ma possiamo pensarci.»
«Va bene, grazie. Tu intanto cosa farai?»
«Beh, il mio avvocato mi ha consigliato di fare un ultimo tentativo di conciliazione con la banca, prima di andarmene. Ho deciso che ci provo.»

..continua…                    leggi le puntate precedenti          

*tratto dal romanzo JACKFLY 
(www.jackfly.netdi Nicola Scambia (www.nicolascambia.net)

 

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