Assicurazioni- il mercato va verso il consolidamento

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di Marcella Persola 23 Febbraio 2009 | 11:28
Secondo l’indagine condotta dalla società di consulenza internazionale per gli assicuratori la migliore risposta alla crisi proviene da una gestione dei rischi efficace. L’importante è esserne preparati.

Ottimizzare la gestione dei rischi finanziari. E’ questa la soluzione che secondo le assicurazioni italiane ed estere bisogna mettere in campo. Secondo un’indagine condotta da Towers Perrin sul mercato assicurativo globale, che ha coinvolto 9 compagnie assicurative italiane (Alleanza Assicurazioni, Allianz, Aviva Italia Holding, Fondiaria SAI, Helvetia Compagnia Svizzera d’Assicurazioni, Mediolanum, Padana Assicurazioni, Unipol Gruppo Finanziario, Zurich Investments Life) e altre 200 internazioni la cura deve essere globale.

«In questo scenario di situazione precaria dei mercati, c’è bisogno di azioni immediate e decisive» commenta Maurizio Valsecchi, managing principal di Towers Perrin in Italia. «E’ difficile indicare la strategia migliore per superare la crisi, ma sicuramente una gestione dei rischi efficace, in Italia, come nel resto del mondo, può essere un’azione rilevante verso una soluzione. La priorità assoluta per le aziende dovrebbe essere la gestione globale del rischio, con la possibilità per ciascuna impresa di valutare in ogni momento la propria esposizione ai vari rischi e la coerenza della stessa con la strategia dell’azienda».

Però le competenze di gestione del rischio operativo rimangono relativamente deboli. Infatti soltanto il 7% dei partecipanti crede di avere un’adeguata competenza di gestione del rischio operativo, il 37% afferma che è richiesto un ulteriore sforzo significativo, che è invece in totale contrasto con le opinioni espresse sui rischi assicurativi, di credito e di mercato (per i quali rispettivamente solo 9%, 11%, e 16% ritengono necessario un ulteriore sforzo significativo).

Inoltre fra gli assicuratori europei, la quota di compagnie che prevede l’utilizzo di un modello interno per il rischio operativo (51%) è notevolmente inferiore rispetto alla quota di compagnie che pensa di utilizzarlo per i rischi di assicurazione, mercato e credito (rispettivamente 86%, 80% e 65%).
 
«La crisi di grandi istituzioni finanziarie in diversi Paesi nel mondo non è un fallimento delle metodologie di risk management, ma piuttosto la conseguenza di errori nel risk management» – continua Valsecchi. «La gestione dei rischi ha un’importanza sempre più strategica e non è mai stato così fondamentale adottare un approccio olistico alla gestione dei rischi, che correli il livello di rischio tollerato dall’impresa alle decisioni ed al livello di capitale, incoraggiando una cultura di risk management prudente ed un’assunzione del rischio a tutti i livelli dell’organizzazione».
 
 
Inoltre sempre secondo l’indagine il consolidamento del mercato sembra inevitabile. Le più grandi aziende, che sono in prima linea per sfruttare il vantaggio competitivo integrando completamente l’ERM nei loro processi decisionali, potrebbero essere in grado di acquisire le società meno sofisticate, non in grado di tenere il passo.

 «I leader di mercato del futuro saranno quelle Compagnie che avranno sviluppato una solida cultura di risk management, basata sull’analisi dei rischi e dei processi di business. Integrare completamente l’ERM richiederà uno sforzo notevole, ma il mercato assicurativo italiano deve dotarsi degli strumenti adatti a vincere questa sfida».

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