Jackfly, il dubbio si insinua. Come un tarlo

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di Redazione 5 Marzo 2009 | 16:00
La professione dei promotori è difficile. E questo è ormai assodato. Ma che fosse anche pericolosa non tutti lo sapevano. Fino a quando non è stata raccontata la storia di Giacomo La Mosca, protagonista del romanzo JACKFLY. Da oggi lo potrai leggere on line su Bluerating.com

JACKFLY (64a  Puntata)

«Che ne pensi?» chiedi a Mirko. Ora nella tua stanza d’ospedale si sono riuniti tutti gli amici. Pochi, in realtà, per uno che si vantava di avere la rubrica più ricca di nomi del quartiere. Pochi, ma buoni. Almeno sembra.
«Penso che se Esposito non ha parlato con Salutti né con Mancini o con Sturli, lo hanno preso come uomo di paglia e gli stanno facendo dire quel che pare a loro.»
«E tu, Francesca, che dici?»
«Sono d’accordo anch’io.»
«Giovanni?»
«Sì, può essere. Però rimane strano il fatto che abbiano scelto proprio lui.»
«E perché non avrebbero dovuto sceglierlo?»
«Voglio dire che, in fin dei conti, un contatto lo avevi avuto con Esposito, ma come hanno fatto a sapere del tuo incontro alla Banca Martani?»
«Non lo so.»
«Jack, non potrebbe essere che Esposito ha fatto un colloquio di lavoro per entrare in Nattan e si è fatto sfuggire dell’incontro con te?» Questa è la voce di Alessandra Coscialunga.
«Allora è stato proprio lui, Esposito, a dirlo, senza pensarci. Magari scherzandoci su, senza rendersi conto del fatto che mi poteva mettere nei guai.»
«Magari lo ha detto per vendicarsi del fatto che gli avevi fatto perdere tempo!» osserva Giovanni.
«Buonanotte! Pensi che io sia l’unico che cerca di capire le mosse della concorrenza facendo colloqui di questo genere?» ribatti tu.
«Jack, ascoltami bene: quando hanno assunto Esposito in Nattan?» ti incalza Alessandra.
«Non lo so. Io non sapevo neanche che lavorasse in Nattan.»
«Esposito potrebbe aver fatto un colloquio qualche mese fa, informandoli del colloquio con te, e poi il giorno del tuo scontro con Mancini lo hanno chiamato e assunto a patto di dichiarare quello che gli serviva per punirti…»
«Ma perché Esposito avrebbe dovuto accettare un’offerta di lavoro a queste condizioni? Un posto di lavoro lo aveva già, no?»
«Per quel che ne sappiamo noi, sì. Ma se, nel frattempo le cose si fossero messe male anche per lui, e avesse avuto urgente bisogno di andarsene dalla Martini?»
«E allora? Sono solo supposizioni» obietta Giovanni.
«In effetti, mi sembra più probabile pensare che debbano aver saputo da qualcuno che tu avevi parlato proprio con Esposito, e prima che tu firmassi la trappola legale del milione di euro, e che poi abbiano utilizzato questa informazione a loro piacimento. Magari cercando Esposito e proponendogli un’offerta ad hoc.»
«Questa è una possibilità» commenta Mirko. «Però, ti dirò che, dopo averci parlato, non mi pare molto probabile. Piuttosto…»
«Piuttosto cosa?»
«Piuttosto…» mormora Alessandra.
«Ehi, ragazzi, cos’è ’sta storia, cosa sono tutti ‘sti piuttosto?»
«Scusa, con chi hai parlato del tuo incontro con Esposito?» ti incalzano all’unisono.
«Con nessuno, credo.»
«Pensaci bene» ribattono.
Tu ci pensi su. Poi impallidisci.
«Ne ho parlato con Céline. Ma cosa c’entra?»

Alessandra, Mirko, Francesca e Giovanni si guardano negli occhi, senza parlare.

..continua…                    leggi le puntate precedenti          

*tratto dal romanzo JACKFLY 
(www.jackfly.netdi Nicola Scambia (www.nicolascambia.net)

 

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