Consulenti – Certificazioni e indipendenza, che valore hanno?

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di Marcella Persola 26 Febbraio 2009 | 15:54
Perché per avere visibilità come consulente indipendente è necessario iscriversi a delle associazioni di categoria? E perché per passare gli esami da professionisti è necessario partecipare a dei corsi?

L’articolo sulla mappa dei consulenti indipendenti e sulle certificazioni Efpa ha fatto nasce un interessante dibattito tra i nostri lettori. Sono arrivati alla nostra redazione, infatti, diversi commenti da parte di consulenti indipendenti che discutevano sul concetto di indipendenza.

Per quel che mi riguarda non voglio attaccare nessuno però devo dire che condivido in parte alcuni commenti dei lettori. Cosa si può rispondere a una persona che evidenzia che la mappa dei consulenti indipendenti non dovrebbe appartenere a nessuna “lobby” in quanto se parliamo di indipendenza essa dovrebbe prescindere dall’appartenere o meno a un’associazione?
Mi spiego meglio. Certamente le associazioni hanno tutto il diritto di creare delle mappe e pubblicarle per rendono noto chi sono i consulenti iscritti alla loro associazione e dove è possibile trovarli. Ma chi non è associato a nessun gruppo/associazione non ha diritto alla stessa visibilità? Gli associati potrebbe obiettare che loro pagano una fee per aderire all’associazione e che nei servizi è inclusa anche la promozione della stessa associazione.

Allora questo vorrebbe dire che seppure non sia un obbligo aderire si ha tutto interesse a parteciparvi. E chi invece non vuole aderirvi per principio, cosa deve fare? Pensare che funzioni il passaparola, farsi pubblicità autonomamente? O aspettare un elenco unico che includa tutti gli operatori? E siamo sicuri che poi questo elenco non sia appaltato a delle associazioni? Se volete è un po’ come il discorso delle certificazioni. Per sostenere alcuni esami è “consigliato” partecipare ad alcuni corsi pre-esame che garantiscono una formazione più approfondita e una promozione “quasi sicura”. Ci sono però alcune persone che vorrebbero parteciparvi come privatisti. Certo sono libere di farlo, però…avere delle lobby dalla propria parte la storia insegna che fa comodo.

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