Promotori finanziari sulle tracce di Alessandro Profumo

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E alla fine arrivò l’etica. Era inevitabile e così è stato. La crisi finanziaria ha messo in discussione l’intero sistema bancario e, in attesa di assistere al cambiamento delle regole (e del management) tante volte annunciato, ecco riemergere la cultura dei valori.

Avatar di Redazione4 marzo 2009 | 14:55

 ”Qualcuno si sarà chiesto che cosa voleva dire il Ministro Giulio Tremonti quando alcuni giorni fa ha dichiarato in televisione che le soluzioni della crisi non stavano nelle leggi dell’economia ma nella Bibbia. Allora, esiste una cultura che orienta alle scelte socialmente responsabili? Noi siamo abituati, ad esempio, a sentire dire che investire nell’ambiente ‘conviene’, e gran parte di noi proverebbe disagio ad ammettere di aver realizzato guadagni investendo nel commercio di armi. Ma a questo pensano gli investitori nel momento delle loro decisioni?”

Così introduce l’argomento “etica e finanza” Arrigo Nano, presidente di Assonova, associazione dei promotori finanziari. “Stiamo vivendo tutti un momento epocale per l’economia e la finanza e ciò impone difficili scelte al mondo della politica, dell’imprenditoria, ma anche ai cittadini” continua Nano “Proprio come cittadini siamo chiamati dalle circostanze a riflettere quanto le nostre intuizioni o convinzioni di “finanza etica” possano indirizzarci nelle scelte  come  risparmiatori”.

E’ evidente che l’argomento messo in luce da Arrigo Nano, e che sarà affrontato nel corso del convegno “Una cultura del risparmio per scelte socialmente responsabili“, organizzato da Assonova e Pictet il prossimo 13 marzo presso l’Università di Alessandria (in allegato i dettagli dell’evento), riguarda ormai tutti i livelli del mondo finanziario italiano.

Non a caso negli ultimi giorni abbiamo assistito all’arrivo del microcredito in Italia, e non tramite Banca Etica, ma tramite l’UniCredit di Alessandro Profumo, che non ha mai nascosto il fatto che una banca può fare etica, ma non può non fare utili. Utili o no, Profumo ha stupito nuovamente il mercato intraprendendo un’iniziativa “etica” con Grameen, la struttura creata dal premio Nobel per la pace Muhammad Yunus in Bangladesh, dimostrando un’attenzione inattesa verso una cultura finanziaria “più etica”.

“E’ chiaro che la società contemporanea ha bisogno di ristabilire un sano rapporto con la ricchezza” continua Nano. “Giovanni Paolo II auspicava ‘una grande opera educativa e culturale, la quale comprenda l’educazione dei consumatori ad un uso responsabile del loro potere di scelta’. La scelta di investire in un luogo piuttosto che in un altro, in un settore produttivo piuttosto che in un altro, è sempre una scelta morale e culturale’. E’ evidente che l’argomento riguarda tutti gli operatori a tutti i livelli, compresi bancari, promotori, assicuratori, consulenti finanziari e mediatori creditizi”.

“L’auspicio è che si giunga ad un maggior equilibrio nelle scelte dei risparmiatori” conclude il presidente di Assonova “a dimostrazione di una cultura più evoluta e matura a sostegno di scelte di investimento consapevoli. L’invito è rivolto a chi offre consulenza e ai promotori finanziari, canali capillari in cui scorre appunto cultura finanziaria. Ecco la via per una maggior consapevolezza dei clienti”.

Ma davvero un risparmio consapevole è solo frutto di cultura finanziaria? “Forse l’aggettivo finanziaria è di troppo” risponde Nano “è necessaria una cultura più ancorata ai valori, e se i promotori finanziari sapranno farsene interpreti renderanno ai loro clienti un enorme valore aggiunto”.

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