L'alta cedola dei Tre-bond non spaventa Mps

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di Fabio Coco 5 Marzo 2009 | 11:20
La breve storia dei Tremonti bond: dal via libera del governo, all’interesse all’emissione da parte di Mps, disposto a rimborsare il titolo con un piano di dismissioni. Ma la questione, però, non finisce qui.

Il 26 Febbraio il ministro dell’Economia Giulio Tremonti, ha firmato il decreto che ha dato il via libera alla sottoscrizione, da parte del [a]Tesoro[/a], delle obbligazioni emesse dalle [a]banche[/a] italiane.

Si tratta di obbligazioni speciali emesse dagli enti creditizi, che il governo si è detto pronto a comprare. L’obiettivo del Tesoro è  quello di accrescere le opportunità di finanziamento all’economia, grazie alla maggiore patrimonializzazione delle banche.

L’attenzione è focalizzata sulle piccole e medio imprese. Il fine è quello di non far crollare la fiducia dei risparmiatori presso il sistema bancario nazionale, affinché questo possa continuare ad essere patrimonialmente solido, in modo da garantire la prosecuzione del connubio banca-imprese sotto il punto di vista dei finanziamenti. Le banche, inoltre, dovrebbero pure impegnarsi a favorire il credito alle pmi, alle imprese in generale ed alle famiglie, attraverso una serie di impegni.

Il così rinominato Tremonti bond, però, richiederebbe che le banche staccassero una cedola compresa tra il 7,5 e l’8,5% per i primi anni. Interesse peraltro, che andrebbe a crescere gradualmente dopo questo periodo iniziale.

Se non poche banche hanno sollevato dubbi sulla convenienza e l’attuabilità di tali titoli di debito, Mps, tuttavia, tramite il suo Presidente Giuseppe Mussari, sembra favorevole all’emissione di queste obbligazioni, non confermando, però, lo stacco di un dividendo cash.

Il costo elevato della cedola, sino all’8,5%, non sembra frenare Mps: l’idea di Mussari è quella di utilizzare tale strumento come “veicolo di prestito”, in attesa di chiudere una serie di cessioni ancora in cantiere (immobili strumentali e sportelli in eccesso derivanti dalle recenti operazioni di fusione).

Il progetto di dismissione di Mps servirebbe a rimborsare in toto o quasi, il Tre-bond. Si parla di circa 2,2 miliardi di euro per quanto riguarda gli immobili strumentali ed almeno 800 milioni di euro per quanto concerne la vendita degli sportelli.

Il patrimonio della banca è un obiettivo fondamentale, così come la creazione di utili e la solidità nel tempo. Questo permetterebbe al Gruppo Mps di proseguire la propria espansione territoriale senza timori o remore causate dalle inefficienze che tale tipo di operazioni comportano.

La decisione finale sui Tremonti bond, ad ogni modo, sarà presa solo quando vi sarà una struttura di bilancio approvata, con numeri e costi ben definiti.

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