Banche – A caccia di professionisti

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di Fabio Coco 6 Marzo 2009 | 16:45
Da capitale economica strategica, ultimamente Londra si afferma di più come giungla nella quale le banche vanno alla ricerca di selvaggina.

Le banche italiane, a dispetto dei grandi istituti finanziari che continuano a tagliare posizioni nella City, stanno ricollocando i propri professionisti all’interno del mercato londinese.

Secondo l’ ultima analisi di eFinancialCareers.it, se da una parte Londra ha rappresentato l’avamposto dove sviluppare i business più innovativi, finendo poi per dover ridimensionare pesantemente attività come la finanza strutturata, dall’altra sta diventando territorio di caccia per le banche, che ora trovano sulla piazza numerosi professionisti, desiderosi di ricollocarsi al più presto.

Merito dell’approccio più prudente di istituti come [s]Banca Imi[/s] o [s]Mediobanca[/s], che non devono fare i conti con le pesantissime svalutazioni cui ha dovuto mettere mano Citigroup e che stanno mettendo in difficoltà un colosso europeo come Ubs.

Si prenda Mediobanca: l’istituto milanese è impegnato in una cauta e oculata espansione all’estero e ora impiega una ventina di professionisti selezionati a Londra, al fine di avviare operazioni nella capitale britannica.

Altro esempio è costituito da Banca Imi: “La nostra attività a Londra è volta alla distribuzione – spiega il managing director [p]Andrea Munari[/p] – ci aspettiamo che le operazioni a Londra crescano nei prossimi 12 mesi, man mano che espanderemo la nostra capacità di distribuzione su vari prodotti”.

[s]Unicredit[/s], che sta tagliando 700 posti nell’investment banking e che, secondo indiscrezioni, si prepara a fondere le attività di corporate ed investment banking, potrebbe sì tagliare, ma in misura non paragonabile rispetto ai competitor anglosassoni.

Nel mezzo della crisi, insomma, molti istituti stanno ricostituendo i propri ranghi e riqualificando il proprio personale.

Nella lista di chi fa shopping non figurano solo enti creditizi italiani, ma anche nomi come [s]Barclays[/s], [s]Deutsche Bank[/s] e [s]Credit Suisse[/s], oppure istituti più piccoli come Rothschild e Lazard.

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