Jackfly, hai bisogno di aiuto

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di Redazione 11 Marzo 2009 | 15:50
La professione dei promotori è difficile. E questo è ormai assodato. Ma che fosse anche pericolosa non tutti lo sapevano. Fino a quando non è stata raccontata la storia di Giacomo La Mosca, protagonista del romanzo JACKFLY. Da oggi lo potrai leggere on line su Bluerating.com

JACKFLY (68a  Puntata)

Concorezzo (Mi),
abitazione Santini Ore 17.00 del 6 ottobre 

Ti ha fatto una certa impressione tornare a casa di Santini dopo tanto tempo, vero?

«Ciao, Giovanni. Come stai?»
«Lei cosa ci fa qui? Cosa vuole? Se ne vada!»
«Aspetta, non chiudere la porta. Fammi entrare un attimo.»
«Non c’è nessuno. Mia madre è fuori.»
«Meglio. È proprio con te che voglio parlare.»
«E io è proprio con lei che non voglio parlare.»
«Dai, ti prego. Lasciami entrare. Lasciami spiegare.»

Non hai aspettato un ulteriore cenno di consenso. Da bravo venditore di aspirapolvere sei entrato come se ti avesse detto: «Si accomodi». E ti sei seduto. Guardando Giovanni sempre fisso negli occhi. Sincero.

«So che mi ritieni responsabile della morte di tuo padre. E forse, almeno in parte, hai ragione. Quindi sono qui, innanzi tutto, per scusarmi con te.»
Giovanni ti guarda con la bocca serrata, rigido. Il tuo esordio sembra quasi che, scuotendolo, lo porti a irrigidirsi ulteriormente. Resta in silenzio. E questo significa che devi approfittarne per continuare.
«Ecco, ti chiedo scusa. Vorrei anche dirti che stimavo molto tuo padre e avrei voluto davvero fare qualcosa per aiutarlo. Forse, se lui non avesse perso le speranze, forse qualcosa avremmo potuto fare.»
«Non dica cazzate. Se mio padre si è ucciso è perché non aveva più alternative. Lei ha cercato di intortarlo, come sta cercando di intortare anche me, lui non le ha creduto. Così come non le credo io…»
«Non ti chiedo di credermi, Giovanni. So come ci si sente in questi momenti.»
«No, non può saperlo!»
«Sì che posso, e un giorno te lo spiegherò… Ora sono qui per chiedere il tuo aiuto.»
«Il mio aiuto? E per far cosa?»
«Vedi, tuo padre è morto, io ho perso il lavoro. Questa maledetta banca si comporta scorrettamente con i dipendenti, con i promotori, con i clienti e la fa sempre franca. Gioca sporco e con il tuo aiuto possiamo tentare di fare un po’ di pulizia, non ti piacerebbe? Voglio il tuo aiuto per riscattare la memoria di tuo padre e per recuperare quel che mi spetta. E poi, vorrei che noi due fossimo amici.» «Impossibile.»
«Ma non sarei solo io a volerlo. Leggi.» E tendi a Giovanni la busta.
«Che roba è?»
«È di tuo padre. Me l’ha consegnata la sera stessa in cui… Leggila.»

..continua…                    leggi le puntate precedenti          

*tratto dal romanzo JACKFLY 
(www.jackfly.netdi Nicola Scambia (www.nicolascambia.net)

 

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