Jackfly, grazie Giovanni

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di Redazione 13 Marzo 2009 | 15:50
La professione dei promotori è difficile. E questo è ormai assodato. Ma che fosse anche pericolosa non tutti lo sapevano. Fino a quando non è stata raccontata la storia di Giacomo La Mosca, protagonista del romanzo JACKFLY. Da oggi lo potrai leggere on line su Bluerating.com

JACKFLY (70a  Puntata)


«Giovanni, ti ho ringraziato?»
«Per cosa?»
«Sai, quando uno è a letto, malato…»
«A lottare tra la vita e la morte…»
«Beh, non esageriamo.»
«No, è che ultimamente ti vedo un po’ tendente al melodramma e allora, sai, ti do la battuta.»
«Mi starò rammollendo?»
«Scusa, quanti anni hai?»
«Trentotto, ma che c’entra?»
«Beh, ieri leggevo su Internet che a uno della tua età restano a malapena una decina d’anni prima del… rammollimento perpetuo, e con quel che ti è capitato non mi stupirei se i tempi, per te, si fossero accorciati.»
«Vaffanculo, pisquanello! Dai, ragazzino, lascia stare, che non ho bisogno di uno che mi tiri giù il morale. Ce l’ho giù abbastanza.»
«Vedi che avevo ragione… ce l’hai giù!» Giovanni scoppia a ridere. «Allora, a parte gli scherzi, perché volevi ringraziarmi?»
«Perché quando sono venuto a chiederti di aiutarmi con le email di Imperiali mi hai sbattuto fuori. E questo mi è servito. Vedi, nonostante tutto quello che ti era già capitato pensavo che mi avresti detto sì e basta, che ti avrei conquistato.
Invece, anche tu mi hai risposto picche. E ho capito che le cose bisogna conquistarsele. Ma veramente, non tanto per dire.»
«È vero, ti ho buttato fuori. Però poi ci ho ripensato.»
«Già, come mai?»
«Te l’ho detto, no?»
«Sì, ma ridimmelo.»
«È stata mia madre a spingermi a darti una possibilità. Sai, dopo la morte di papà abbiamo avuto davvero momenti difficili. Quando uno si suicida, le assicurazioni fanno sempre un sacco di storie per liquidarti e, insomma, senza i tuoi millecinquecento euro al mese probabilmente ci avrebbero sbattuti fuori di casa.»
«Allora hai deciso di venirmi a trovare.»
«No. Lì per lì avevo detto alla mamma che dovevamo rifiutare i tuoi soldi. Che avrei lavorato, studiando di sera o
rinunciando agli studi.»
«Ora sei tu che fai il melodrammatico.»
«La mamma è stata categorica. Mi ha detto che non se ne parlava neanche. Se proprio non ero disposto ad accettare il tuo aiuto, da quel momento in poi avremmo cercato di arrangiarci in qualche modo. A lavorare sarebbe andata lei, avremmo potuto benissimo vendere la casa, di certo io non avrei interrotto gli studi.»
«Un drammone a tinte fosche, non c’è che dire.»
«Dai, smettila.»

..continua…                    leggi le puntate precedenti          

*tratto dal romanzo JACKFLY 
(www.jackfly.netdi Nicola Scambia (www.nicolascambia.net)

 

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