Anasf, il futuro non è il fee only

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di Marcella Persola 10 Marzo 2009 | 12:30
Direttiva Mifid, maggiore conoscenza del cliente e supporto professionale. Sono queste le armi a disposizione dei promotori finanziari per continuare a vivere proficuamente anche nel futuro.

Don’t Worry, Be happy…di essere promotori finanziari. Per l’Associazione Nazionale dei Promotori Finanziari nel futuro ci sarà sempre di più spazio per la categoria. «Nel futuro i pf continueranno ad essere i più adatti interlocutori per la pianificazione del risparmio degli italiani. Anche in momenti di incertezza come questo, la fiducia nei confronti del canale dei pf ci risulta confermata e gli ultimi dati di raccolta del risparmio gestito testimoniano di incoraggianti segnali di ripresa» sostiene Oliviero Pulcini, vice-presidente di ANASF. Testimonianza di questo è anche la reazione che gli stessi promotori hanno avuto alla vicenda Lehman Brother. L’associazione ha organizzato un seminario ad hoc e loro hanno partecipato numerosi, desiderosi di conoscere, apprendere e capire. «L’alta affluenza registrata ha dimostrato il bisogno di aggiornamento e di supporto in un momento di crisi diffusa» continua Pulcini.

E anche per il futuro le parole d’ordine dovranno essere aggiornamento professionale e conosceza del cliente. Elementi sui quali i promotori hanno dimostrato grandi competenze e voglia di fare. «Da sempre, i promotori finanziari offrono una consulenza personalizzata e focalizzata sulle esigenze dei clienti e oggi più che mai il nostro ruolo assume una rilevanza ancora più forte, soprattutto in termini di assistenza al cliente. La Direttiva Mifid ha rappresentato in tal senso un passo importante perché ha regolamentato la consulenza finanziaria. E’ oggi necessario puntare sempre di più su un rapporto consulenziale con il cliente».

E riguardo i timori che potrebbero sorgere in merito all’arrivo dei consulenti fee only il vice-presidente di Anasf preme a sottolineare le differenze, soprattutto nei confronti di coloro che sembrano voler abbandonare la promozione finanziaria per diventare consulenti fee-only. «Il pf si appoggia per tutti i servizi al suo intermediario, mentre il consulente fee only deve organizzare autonomamente le proprie attività e di conseguenza sostenerne i costi. Anche in caso di danni a carico dei risparmiatori, le differenze sono sostanziali: per quanto riguarda i professionisti che Anasf rappresenta, l’intermediario risponde in solido delle azioni dei suoi operatori, mentre i consulenti finanziari rispondono in prima persona, con tutte le implicazioni che questo comporta, anche in termini di copertura assicurativa».

Un chiaro messaggio che sembra dire: badate bene a lasciare la categoria, le scelte che a prima vista potrebbero essere quelle più giuste, possono anche ritorcersi contro.

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