Stipendi dei banchieri a rischio bancario

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di Fabio Coco 26 Marzo 2009 | 10:20
Pronto il nuovo accordo che fissa dei criteri riguardanti le remunerazioni dei dipendenti delle banche. Non viene fissato tetto massimo alcuno, ma tali remunerazioni dovranno rispettare tre condizioni fondamentali.

Firmato ieri l’accordo quadro tra il ministero dell’Economia e l’ABI (Associazione Bancaria Italiana), sui Tremonti bond, le obbligazioni bancarie che il Tesoro sottoscriverà al fine di rafforzare la patrimonializzazione delle banche, nell’obiettivo di ridar vigore al mercato creditizio.

L’accordo, però, non impatterà direttamente sugli stipendi dei banchieri, tuttavia sono state tracciate delle linee guida da seguire. Infatti, non è stato fissato nessun tetto massimo sui salari dei dipendenti degli istituti di credito, ma alla sesta pagina del documento firmato da Tremonti e l’ABI, si specificano tre punti.

Innanzitutto, le banche dovranno ispirarsi a criteri di eticità e trasparenza, per quanto concerne le remunerazioni dei vertici aziendali, degli operatori di mercato e dei trader.

In secondo luogo, i cda delle banche dovranno informare i soci sulle componenti fissa e variabile dei compensi ricollegati alle performance aziendali; dovranno remunerare i propri manager in maniera coerente con i principi di sana e prudente gestione, in maniera proporzionata al rischio bancario. Inoltre, avranno l’obbligo di costituire un comitato per le remunerazioni, che dovrà esser costituito per lo più, da soggetti indipendenti.

Infine, gli enti creditizi dovranno render pubbliche le eventuali buonuscite dei propri dipendenti, corrispondendo loro remunerazioni ragionevoli.

A tal proposito, entro il 9 aprile 2008, Intesa Sanpaolo dovrà decidere in merito al bonus da corrispondere a Corrado Passera, consigliere delegato del Gruppo, a [p]Francesco Micheli[/p], direttore generale e ad altre figure di vertice.

Nel 2008, a Passera sono stati corrisposti emolumenti pari a 2 milioni, più 310 mila euro in benefici non monetari.

Proprio Corrado Passera aveva dichiarato in tempi non sospetti la volontà da parte del proprio istituto di sottoscrivere la proposta del Tesoro sui T-bond. Vedremo come il cda di Intesa Sanpaolo intenderà far collimare la propria politica remunerativa con il nuovo accordo firmato ieri.

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