Banche – Intesa chiede il "Biis" per il 2009

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di Fabio Coco 2 Aprile 2009 | 12:30
Biis, la banca di Public Finance del Gruppo Intesa, chiude il 2008 con un utile di 47 milioni di euro, 314 mln di proventi operativi netti e 244 mln di gestione operativa. A questo punto, Intesa si potrebbe augurare un “bis” anche per il futuro.

Banca Infrastrutture Innovazione e Sviluppo (BIIS), la banca del Gruppo Intesa Sanpaolo dedicata al Public Finance ed alla collaborazione tra Pubblico e Privato, nata il 1° gennaio 2008 dall’integrazione di Banca Intesa Infrastrutture e Sviluppo e Banca OPI, ha dimostrato di poter dare un contributo incisivo allo sviluppo economico anche nel 2008, nonostante il difficile contesto di mercato, confermandosi prima banca privata in Italia e tra gli operatori di riferimento in Europa nel settore. 

BIIS ha così rafforzato il proprio contributo ai numerosi progetti infrastrutturali e di pubblica utilità nei quali  è coinvolta in Italia, per un valore complessivo di oltre 30 miliardi di investimenti, tra i quali spiccano le principali infrastrutture di interesse strategico per l’Italia: è proseguita in particolare l’attività di advisory per la realizzazione dei collegamenti autostradali Brescia – Milano  (Bre.Be.Mi.), Pedemontana Lombarda, Pedemontana Veneta e T.E.M. – Tangenziale esterna di Milano (il 24 marzo 2009 l’ATI cui BIIS partecipa insieme a T.E.M. ha stipulato la relativa convenzione con Concessioni Autostradali Lombarde).

Nel corso 2008, BIIS ha inoltre  potenziato in una prospettiva internazionale le proprie strutture dedicate alle attività di origination, sindacazione, intermediazione e raccolta di funding collateralizzato, aprendo una nuova filiale a Londra.

BIIS, come riportato dal comunicato stampa, chiude il 2008 con una forte crescita del risultato della gestione operativa.

Ha infatti registrato proventi operativi netti per 314 milioni, con un aumento del 23,7% rispetto al 2007, grazie alla crescita degli interessi e delle commissioni: a tale crescita hanno contribuito lo sviluppo degli impieghi medi a clientela (+5,0%), i più ampi spread conseguiti valorizzando le caratteristiche di liquidità del portafoglio di attivi, lo sviluppo dell’attività di strutturazione e dei servizi più tradizionali di incasso e pagamento.

Gli oneri operativi ammontano a 70 milioni, in calo del 5,5% per la migliorata efficienza conseguente all’integrazione; il cost-income ratio è pari al 22,2%, con una riduzione di 6,9 punti percentuali rispetto al 2007.

Il risultato della gestione operativa è di 244 milioni, in aumento del 35,7% rispetto al 2007, mentre il risultato corrente al lordo delle imposte è pari a 115 milioni, dopo aver assorbito l’incremento delle rettifiche (+118 milioni), in massima parte dovuto agli effetti straordinari del default di Lehman Brothers; il dato normalizzato escludendo le rettifiche su Lehman e le principali componenti non ricorrenti registra un aumento del 34,3% rispetto al 2007, attestandosi a 216 milioni.

L’utile netto ammonta a 47 milioni; il corrispondente dato normalizzato è pari a 122 milioni, in crescita dell’1,5% a seguito dell’aumentato carico fiscale.

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