Le banche sventolano la bandiera italiana

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di Fabio Coco 8 Aprile 2009 | 08:40
L’immagine e la reputazione delle banche italiane è percepita come migliore di quelle estere, nonostante il momento di crisi e di difficoltà del mondo creditizio. Evviva ll brand equity bancario italiano, allora.

Nonostante il momento di crisi, l’immagine e la reputazione delle banche italiane ha registrato dei miglioramenti proprio nei mesi di maggior difficoltà del mercato del credito, ovvero tra Novembre e Dicembre 2008. Questo quanto emerge dall’ultima ricerca di Gfk Eurisko.

Il valore di brand equity delle banche, infatti, durante questo periodo ha riportato valori mai ottenuti in precedenza. Valori minimi, invece, erano stati ottenuti nel 2004, in occasione degli scandali Parmalat e Cirio, e nel secondo semestre del 2005, in seguito alla gestione travagliata di Banca d’Italia.

I livelli sopra i 30 punti registrati durante i mesi di novembre e dicembre, nell’indice di brand equity calcolato da Gfk Eurisko, nonostante le continue notizie poco rassicuranti che ogni giorno uscivano sui giornali, sarebbero motivati dal fatto che le nostre banche risultano più sicure e solide di quelle degli altri Paesi.

Alle banche italiane, difatti, viene riconosciuta un’immagine abbastanza più solida di quella estera per il 59% del campione intervistato nell’indagine svolta da Eurisko. Il 55%, inoltre, ritiene che il sistema bancario italiano abbia contribuito a salvare aziende importanti (somma degli abbastanza e dei molto), mentre il 44% che le banche italiane abbiano aiutato i clienti con soluzioni concrete.

Gli italiani hanno ancora fiducia nei prodotti bancari, seppur i mercati siano caratterizzati da alta incertezza. Lo dimostra il fatto che 44% è la percentuale di chi investe in prodotti e servizi finanziari, una media inalterata questa d’inizio 2009, rispetto al 2007. Certamente, ora gli investitori chiedono più informazioni e dettagli sull’andamento dei propri investimenti rispetto a prima, all’insegna di una relazione più stretta con il proprio gestore.

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