Bpm, Mazzotta e Ponzellini si sfidano a colpi di web

A
A
A
di Francesco D'Arco 14 Aprile 2009 | 15:57
La lotta per la presidenza del Banco Popolare di Milano finisce su YouTube. Il presidente uscente e il favorito si sfidano a suon di video sfruttando il mezzo Internet per provare a convincere gli oltre 47mila soci a votare per loro.

E alla fine anche la sfida per la presidenza di una banca finì sul web. L’effetto “webcam” entra nei CdA degli istituti finanziari grazie alla Banca Popolare di Milano. Dopo un botta e risposta a suon di comunicati Roberto Mazzotta, attuale presidente delle Bpm, e Massimo Ponzellini, candidato alla presidenza sostenuto dai soci-dipendenti di Fabi-Fiba, scelgono YouTube per convincere gli oltre 47mila soci dell’istituto a votare per loro.

Il primo a scegliere la via di Internet è stato Mazzotta che, con un filmato di 3 minuti e 47 secondi, ha fatto un appello alle “gentili lavoratrici e ai cari lavoratori della Bpm” per vincere la sfida con Massimo Ponzellini, il grande favorito di queste elezioni. “Voi – dichiara Mazzotta nel video pubblicato su YouTube – dovrete liberarvi da un’organizzazione del lavoro e da un dominio non del sindacato, ma di chi usa il sindacato per fini di potere interno, che condiziona le vostre carriere, determina il fatto che voi non siate promossi quando lo meritate ma quando siete iscritti al sindacato giusto, che non sia possibile premiare il merito, che molte volte le assunzioni siano un po’ taroccate». Tutto questo “deve essere eliminato”.

Non solo, secondo l’attuale presidente di Bpm con la nomina di Ponzellini (presidente anche di Impregilo) si rischia di mettere al vertice “posizioni in conflitto di interesse” che possono “rendere precaria la sicurezza della banca che rischia di essere prima usata e poi mangiata”.

Ma la risposta del candidato sostenuto dai soci-indipendenti di Fabi-Fiba non si è fatta attendere. E così su YouTube è subito apparsa una video-intervista a Ponzellini di 4 minuti e 37 secondi durante i quali viene difeso il modello di governance di Bpm, anche rispetto all’attuale esercizio dei diritti di voto dei soci che “così specifici e così divisi costituiscono una vera ricchezza”.

E attacca la scelta di cercare il management dall’esterno. “C’e’ adesso questa mania di portare consulenti, manager, esperti e guru da fuori – ha dichiarato Ponzellini – Bpm e’ andata avanti per 140 anni con la propria gente”. Porte aperte dunque alla crescita di manager per linee interne e attenzione alle nuove risorse. “La prima delle risposte riguarda i giovani, bisogna assolutamente assumere giovani, le future risorse e forze di questa banca”, conclude Ponzellini.

Questa la cronaca di una sfida insolita che rischia di far tendenza tra le popolari (e non solo). Prossima tappa cda in diretta su Facebook.

IL VIDEO DI ROBERTO MAZZOTTA

IL VIDEO DI MASSIMO PONZELLINI

Vuoi ricevere le notizie di Bluerating direttamente nel tuo Inbox? Iscriviti alla nostra newsletter!

Condividi questo articolo

ARTICOLI CORRELATI

Banco Bpm, Castagna: il terzo polo non ci ossessiona

Banche: diminuiscono le società, aumentano gli utili

Cimbri, l’ascesa del condottiero del Multiasset

NEWSLETTER
Iscriviti
X