Goldman Sachs è il re di denari

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di Marco Mairate 15 Aprile 2009 | 14:15
Prima diventa banca, poi si fa prestare i soldi dal Governo e infine restituisce il denaro preso a prestito. Quello che ruota intorno all’unica vera e propria banca d’affari del pianeta è ormai materiale per la CIA.

Nessuna crisi in Goldman Sachs. Nemmeno quando le investment bank di WS cadevano una dopo l’altra Llyod Blankfein e compagni non si sono mai scomposti, forte di quell’alone di mistero e solidità che da sempre racchiude Goldman Sachs.

Ora un post lasciato sul Blog del sito del Financial Times riporta che l’investment bank (o meglio la banca dopo il cambio di destinazione occorso nel 2008) è seduta su 164 miliardi di dollari tra cash e asset liquidi. Secondo il Direttore Finanziario della banca, David Viniar, questi asset potrebbero essere utilizzati per comprare titoli “distressed” e prestiti di diversa natura.

Di recente Goldman ha deciso di  vendere azioni ordinarie per 5 miliardi di dollari (al prezzo di 123 dollari cadauno) e  utilizzare il ricavato per ripagare in parte i 10 miliardi di dollari ricevuti sotto il TARP scheme. Lunedì la banca ha detto inoltre di avere chiuso il primo trimestre con utile per 1,81 miliardi di dollari; risultato reso possibile da 6,5 miliardi di ricavi generati dall’attività su reddito fisso, materie prime e valute.

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